Comunicare bene, comunicare web: da Cagliari contenuto per contenuto!

letto 1858 voltepubblicato il 23/12/2014 - 14:42 nel blog di Angela Creta, in Comunicazione Pubblica, Qualità Web PA

Come migliorare la comunicazione tra cittadini e pubblica amministrazione? Quali sono i processi e i ruoli per favorire il diritto all’informazione, la qualità dei contenuti web e la cittadinanza digitale? Su questi e su altri quesiti ci siamo confrontati nel corso della giornata  “”, promossa dalle comunità di pratica  e  . La rete dei comunicatori pubblici e del web nella PA si è incontrata a Cagliari lo scorso 10 dicembre per approfondire insieme le mille sfaccettature della comunicazione istituzionale e confrontarsi su come migliorarla e semplificarla partendo dai cambiamenti in atto nei ruoli, nelle competenze e nei modelli organizzativi.

Nel corso della prima sessione il fil rouge degli interventi è stato individuato nell’importanza di socializzare la conoscenza, così come ci ha Laura Manconi, presentando la giornata e WikiPA, il volto a promuovere le comunità di pratica attraverso la condivisione delle conoscenze, il trasferimento delle esperienze e l’adeguamento delle competenze tecniche dei dipendenti pubblici, fino ad arrivare ad un approfondimento sul ruolo del comunicatore attraverso la storia e le normative di riferimento della comunicazione pubblica, con ladi Pier Carlo Sommo. Sempre nel corso della prima sessione, il confronto è proseguito legando il tema della comunicazione pubblica alle nuove frontiere offerte dai social network e dal web 2.0. Durante il suo, Domenico Pennone ha posto più volte l’accento sull’assoluta necessità di reagire, accogliere e conoscere il cambiamento che le nuove tecnologie impongono: un mutamento che si ripercuote inevitabilmente anche sul ruolo e sulle modalità di lavoro del comunicatore pubblico e sui nuovi canali ufficiali di comunicazione che possono essere creati grazie ai social network .

Una riflessione questa, condivisa e approfondita da Alessandro Lovari che nel suo ha sottolineato come la comunicazione pubblica 2.0 riporta al centro dell’agire la partecipazione dei cittadini, attraverso nuove forme di ascolto e di dialogo, tra cui quella “principe” offerta dai social media e dagli open data. A chiudere sul tema Piero Zilio che, nel raccontarci gioie e dolori del social media manager quale figura “anomala” nella PA, ha come sia invece un lavoro scrupoloso, attento e sempre in divenire che richiede tempo, passione, dedizione, un piano editoriale e l’analisi costante di processi e risultati.

da Alessandra Cornero, la seconda parte dei lavori -  che ha posto l’accento sulla usabilità e sulla qualità dei siti web delle PA - è stata dedicata in particolare a mostrare come, nel dinamico contesto della comunicazione pubblica, progettare e mettere in rete siti che funzionano, contenuti e servizi trovabili, comprensibili e facili da usare, consenta risparmi notevoli per cittadini, amministrazioni e imprese e permetta trasparenza e partecipazione. Ma quali strumenti sono a disposizione? Negli ultimi anni ne sono stati prodotti alcuni: la direttiva sulla qualità dei siti web, le linee guida, radar web, la bussola della trasparenza, i vademecum e l’ultimo nato, il protocollo eGLU, arrivato nel 2014 alla che, come Emilio Simonetti, non rappresenta solo un importante strumento per la valutazione dei siti web. Il protocollo eGLU2.0 è uno strumento che genera valore, e che rappresenta un bell'esempio di cooperazione pubblico-privato attraverso il coinvolgimento di professionisti, amministrazioni e università nel Gruppo per l’usabilità, promosso dal Dipartimento per la Funzione Pubblica.

Tra gli strumenti importanti anche la Comunità Qualità web PA. Alessandra Cornero ne ha illustrato – numeri alla mano - la crescita costante, l’importanza della rete tra le amministrazioni e le numerose attività realizzate, dal percorso di assistenza all’uso della metodologia eGLU 2.0 fino alla scrittura collaborativa sulle voci del web pubblico. Tra i temi affrontati nel corso della seconda sessione, Maurizio Boscarol ha come usabilità e user experience, concetti apparentemente moderni ed estranei alle PA, abbiano in realtà una storia molto lunga che nasce proprio nel settore pubblico e ha introdotto il concetto di plain language, una modalità di comunicazione che consente al pubblico di trovare ciò che serve, capire e usare quello che trova per le proprie necessità. Il rapporto tra usabilità e mobile è affrontato nell’di Paolo Subioli, che pone l’accento su come ormai il 60% del tempo passato su internet avviene da mobile, e come, di conseguenza, diventa importante l’approccio mobile first: la progettazione di un sito avviene prima per come l’utente lo fruisce da telefonino e solo in un secondo momento si arriva al sito desktop.

Durante il confronto pomeridiano, infine, Domenico Pennone ha avviato un tra usabilità e social network nelle PA, seguito da Maurizio Boscarol che ha la giornata illustrando come realizzare test di usabilità semplificati con il protocollo eGLU 2.0

Una giornata ricca di spunti e contenuti - grazie anche ai significativi contributi dei partecipanti - che trovate raccolti nello di InnovatoriPA e che ha voluto essere un ulteriore passo verso un 2015 ricco di partecipazione!!!

Un grazie particolare da tutte noi!

Alessandra Cornero, Laura Manconi, Angela Creta, Leuca Alison