Digitali e vintage: se non trovi, non usi, nè riusi

letto 3743 voltepubblicato il 02/02/2015 - 14:57 nel blog di Alessandra Cornero, in Qualità Web PA

Continuo a pensare che un buon numero di costruzioni  digitali abbiano bisogno di un buon sistema di organizzazione delle informazioni (magari condiviso tra PA), senza il quale è difficile trovare e accedere a quello di cui si ha bisogno. Ma forse sono antica... o quanto meno vintage:-).

Possiamo creare archivi, cataloghi, banche dati senza metadati standard? Pubblicare siti e servizi web senza classificazioni o vocabolari controllati? Sarebbe interessante conoscere cosa accade nelle nostre pubbliche amministrazioni quando si mette in piedi un sito o si crea una banca dati. Come si affronta il problema della reperibilità di servizi, contenuti e informazioni, o quello della interoperabilità semantica all'interno del sito o all'esterno.

L'argomento reperibilità (o trovabilità) è stato affrontato, come sapete, dalle Linee guida per i siti web PA 2011 (). Qui sono state elaborate e pubblicate una serie di raccomandazioni che, in buona parte, paiono ancora attuali.

Ottimi  suggerimenti poi vengono dal sito Trovabile di Luca Rosati che ha da pochissimo aggiornato la pagina dedicata a ,  arrivando alla 4.edizione della raccolta, riordinata e aggiornata con nuove risorse (Linee guida e case study di architettura dell’informazione per i siti web e e servizi della pubblica amministrazione). Qui gli standard UK continuano a essere, come spesso accade, un punto di riferimento. In prima linea, tra le risorse presentate da Luca, ancora una volta lo standard britannico "Integrated Public Sector Vocabulary (IPSV)" destinato a popolare il relativo metadato "Subject". Si tratta, come potete intuire dal nome, di un vocabolario per la pubblica amministrazione, conforme allo standard ISO 2788 per i thesauri monolingua e raccomandato anche da .

Pensate  che avremmo bisogno anche in Italia di un vocabolario standard come IPSV, cioè di uno strumento di indicizzazione tematica per le PA? O ne possiamo fare a meno e lasciare spazio a tag "più o meno liberi"? E in questo ultimo caso cosa garantisce la reperibilità?

Personalmente credo ci vogliano più standard (metadati, vocabolari, ecc.) e più attenzione a far conoscere e usare quelli che ci sono, perchè a mio avviso lo scopo di pubblicare un sito, un servizio, dato, documento o contenuto è permettere ai cittadini (o users se vi piace di più) di informarsi, documentarsi, usare e riusare. E se non trovi...

Forse però sono antica... o almeno vintage:-).