Il conflitto di interessi del decisore pubblico

letto 1145 voltepubblicato il 02/02/2015 - 15:08 nel blog di Massimo Di Rienzo, in Comunicazione Pubblica, ETICA, Integrità, Open Government

Negli assetti amministrativi delle società pre-moderne, il conflitto di interessi del decisore pubblico e/o della burocrazia in generale non ha mai rappresentato un problema.

Nella maggioranza dei casi, piuttosto, la gestione del potere “pubblico” era occasione per promuovere interessi privati.

Eppure, in antiche riflessioni filosofiche si può cogliere l’eco di quello che, in epoca moderna, ha rappresentato e continua a rappresentare uno dei principali ambiti di discussione nel campo dell’etica delle scelte pubbliche, tanto che la presenza di un'apposita regolamentazione dei conflitti di interesse tende a condizionare, ad esempio, la valutazione sul livello di corruzione di una nazione.

Echi si colgono, ad esempio, nella Repubblica di Platone, con riferimento alla particolare attenzione che viene data alla figura dei "Guardiani", il cui ruolo nella società repubblicana è assimilabile a quella che in epoca moderna viene attribuito ai dipendenti pubblici in senso lato, difensori della cittadinanza, burocrati e giudici. Se guardiani uomini e donne vivranno insieme, arriveranno dei bambini, e, per eliminare ogni conflitto di interessi, Platone stabilisce che i figli debbano essere allontanati dai loro genitori e allevati dallo Stato. Ancora, per fare in modo che non si trovino nella situazione di poter essere condizionati, i guardiani non dovranno possedere una proprietà privata, anzi, abiteranno in baracche fuori dalle mura cittadine.

Si assiste così, nella storia della cultura umana e della filosofia in particolare, più che a discussioni sul conflitto di interessi in senso stretto, all’emergere progressivo di dilemmi inerenti la cura del bene pubblico in contrapposizione o sovrapposizione alla cura di interessi privati.

Ma l'umanità, nel tentaivo di eliminare tutti i conflitti di interesse, ha in realtà scoperto che tali conflitti sono connaturati alla sua stessa natura e al complesso mondo delle relazioni economico/finanziarie, professionali, politiche, ecc.

Naturalmente, non possiamo immaginare i dipendenti pubblici come i guardiani di Platone, disposti a sacrificare tutte le libertà individuali per il bene comune.

D'altra parte, senza una riflessione sulla capacità dei conflitti di interesse di allontanare le decisioni dal bene comune, è difficile per gli amministratori (politici e/o dirigenti e funzionari pubblici) di perseguire l’obiettivo e per gli osservatori (cittadini, utenti, osservatori qualificati, ecc.) di fidarsi di loro.

Questo è il motivo per cui le società moderne hanno difficoltà a regolare i conflitti e spesso falliscono nel raggiungere un equilibrio ragionevole.

La questione del conflitto di interessi diventa centrale, in seguito, con la progressiva democratizzazione degli Stati soprattutto in Europa occidentale e negli Stati Uniti, i governi e la pubblica amministrazione viene chiamata a “rendere conto” nei confronti dell’opinione pubblica.

Ma di cosa deve rendere conto il decisore pubblico, esattamente, quando opera una scelta? In primis, egli dovrà garantire Imparzialità, ovverosia, l'equidistanza dagli interessi secondari e la promozione dell’interesse pubblico (primario), poi Trasparenza, ossia la visibilità e la tracciabilità del processo decisionale. Ma anche Inclusività, cioè, dovrà garantire che tutti gli interessi siano rappresentati e presi in seria considerazione. Infine, dovrà garantire Fiducia, ossia, non dare l'impressione che egli possa aver agito per secondi fini.

Il conflitto di interessi ha la potenzialità di deviare la linearità del processo decisionale pubblico da questi principi, che rappresentano anche precisi confini di integrità. Per questo, una realistica e consapevole gestione del conflitto di interessi, può mitigare il rischio di pericolose deviazioni.

Come possiamo gestire, allora, il conflitto di interessi del decisore pubblico? Occorre a nostro avviso considerare che:

  • Situazioni di conflitto di interessi non possono essere evitate semplicemente vietando ai funzionari pubblici di avere una loro vita privata fatta di interessi, di capacità, di passioni, ecc.
  • I funzionari pubblici devono assumersi la responsabilità personale di identificare e risolvere situazioni problematiche,
  • Le amministrazioni pubbliche devono fornire quadri regolamentari realistici, definire procedure chiare e comprensibili, e creare efficaci sistemi di gestione.
  • Le amministrazioni pubbliche devono, inoltre, fornire formazione/informazione sul tema, garantire che i funzionari effettivamente si conformino alla lettera e comprendano lo spirito di tali norme.

Per approfondire questa tematica, si può accedere al del 2 febbraio 2015