Ho sempre creduto che l'informatizzazione combatte la burocrazia, forse mi sbagliavo!

letto 1095 voltepubblicato il 13/02/2015 - 00:30 nel blog di Carlo Verdino, in Barcamp "InnovatoriPA", Sviluppo Locale

Oggi, nell’emettere una fattura anche di poche centinaia di Euro in regime fiscale IVA “dei minimi” (sotto i 30.000 euro annui, da gennaio spesso sotto i 15.000), è necessario appore marca da bollo di 2 euro.

Per appore suddetta marca, invece di inviare la fattura via E-mail o tramite PEC è necessario stamparla, acquistare la marca da bollo, inviare la fattura per posta ordinaria oppure consegnarla a mano.

Quanto costano questi passaggi oltre i due euro della marca? Certamente altri euro e almeno un’ora di tempo.

La burocrazia, per rendere gravoso il compito dal 2015 ci è venuta incontro.

 Dal primo gennaio è possibile effettuare il pagamento in maniera virtuale con un modello F33 con la specifica altre cause etc.

Senza scomodare scrittori Cecoslovacchi, ve l’immaginate il versamento di una somma che corrisponda ad una distinta (praticamente una carta di credito prepagata) da cui sottrarre una somma per ogni fattura, previa presentazione della lista delle fatture e riportare in dichiarazione eventuali differenze tra i costi delle marche da bollo e la somma residua non  utilizzata per defalcarle dalle tasse?  Insomma si tratta di versare un acconto virtuale, poi effettuare eventuali conguagli per la restituzione delle somma.

Quanto incassa lo stato per il balzello? si stimano circa  cinquanta milioni di euro all’anno di incasso lordo (togliendo i costi di stampaggio, gli agi dei distributori alla fine lo stato incassa meno  della metà, senza contare i costi di personale e/o di infrastruttura), in sintesi una tassa che costa allo stato più di quanto incassa.

Insomma per fare una decina di fatture l’anno (quindi 20 euro di spese di bolli) bisogna portarsi dietro due dozzine di fiscalisti?

Se proprio non se ne può fare a meno  non sarebbe meglio di inserire una piccola aliquota sul reddito?