Nodi e relazioni: com'è fatta innovatoripa

letto 2175 voltepubblicato il 16/03/2015 - 17:31 nel blog di Laura Manconi

Innovatoripa è nata nel 2008 da un'idea: provare costruire una rete sociale capace di produrre conoscenza, contatti e nuove opportunità di innovazione tra coloro che lavorano per o collaborano con la pubblica amministrazione.

Una comunità distribuita sul territorio, composta di persone che condividono una pratica di lavoro comune e che attraverso le tecnologie disponibili sul web ha l'opportunità di creare e accrescere i propri legami professionali, scambiare nuove idee, trovare soluzioni a problemi comuni, favorendo in questo modo la diffusione di processi di innovazione nella PA.

Negli anni, questo spazio che da qualche giorno ha superato gli 11mila iscritti, è stato ridisegnato più volte, per dare sempre più visibilità ai contenuti creati dagli utenti e alla possibilità di creare spazi per la discussione e il lavoro collaborativo.

Molte delle conversazioni che si svolgono su innovatoripa nascono dentro le sue comunità: alcune di queste sono ambienti chiusi, dei gruppi di progetto con ruoli, compiti e attività ben definiti, altre sono aperte, scambiano informazioni e condividono liberamente contenuti anche con l'esterno. Nella homepage di innovatoripa i post, le discussioni, i commenti, trovano visibilità: quello che non si vede è la struttura sociale che sta sotto quei contenuti, i legami che li generano, i comportamenti e le relazioni sociali che si sviluppano a partire da quelle informazioni.

Assumendo il principio per cui ogni conversazione è una rete di interazione tra persone, osservare una comunità da questo punto di vista aiuta a capire qual'è lo stato di salute degli scambi che avvengono al suo interno, se e quanto sono produttivi, individuare possibili soluzioni per migliorare l'efficenza delle interazioni.

Per innovatoripa è stato possibile farlo grazie a Edgsense, un software per l’analisi interattiva delle comunità online viste come reti, sviluppato nell'ambito del progetto CATALYST [http://catalyst-fp7.eu/].

Questa è la "forma" di innovatoripa se si analizzano le sue conversazioni:

 

Nel grafico, i punti (nodi) rappresentano gli utenti attivi, coloro cioè che hanno contribuito scrivendo post, commenti o segnalazioni e nel caso di innovatoripa sono circa 700, mentre le relazioni generate sono 1300.

C'è un'area centrale, molto densa, nella quale attorno a pochi nodi attivi si concentra la maggior parte delle relazioni e ci sono "isole di conversazione" distinte per colore: sono le sottocomunità della comunità innovatoripa, con al centro un moderatore che attivamente crea e pubblica contenuti e interagisce con gli utenti. Poichè innovatoripa non ha adottato politiche di moderazione generali, ciascun referente di comunità ha liberamente definito proprie regole di engagement. Si può valutarne l'efficacia se dalla visualizzazione di Edgesense si nascondono i nodi che indentificano i moderatori: nel caso di alcune comunità le relazioni tra gli utenti esistono a prescindere dal moderatore, in altri la rete sociale scompare, rimangono i nodi isolati, i contenuti inseriti non sono stati capaci di generare relazioni tra le persone. 

Al di là della bellezza della rappresentazione grafica, a cosa serve "guardare" una comunità così?
Innanzitutto a capirne la vitalità (lo stato di salute), a individuare la potenzialità delle relazioni presenti al suo interno in termini di scambio di idee e di innovazione ma soprattutto per ricavare da questa analisi elementi utili per migliorare, facilitare la partecipazione e invogliare chi ancora non l'ha fatto a dare il proprio contributo, in poche parole, rendere questo spazio più confortevole per tutti.