Web design a misura di cittadino

letto 1049 voltepubblicato il 03/04/2015 - 13:18 nel blog di Angela Creta, in Comunicazione Pubblica, Qualità Web PA

In tempi di Made in Italy ed eccellenza italiana all’estero, questo interessante articolo di , pubblicato su qualche giorno fa, parte da una considerazione interessante. Il Bel Paese è leader mondiale nel design e nel web-design ma quanto l’eleganza dei siti italiani paga in termini di fruibilità? Quanto consentono alle persone di raggiungere i propri obiettivi in modo veloce, facile e preciso, specialmente quando si tratta di siti web della PA?

E soprattutto, in quali termini ci si rifa a linee guida per l’usabilità, come ad esempio le linee guida raccolte dallo ?

I test di usabilità con utenti sono una componente essenziale del processo progettuale, inoltre fornire servizi ai cittadini attraverso il canale digitale ha scopi ben precisi per la PA, due in particolare. Il primo è senza dubbio il risparmio di denaro pubblico. La Buie cita l’esempio del  del governo britannico. Il Report indica il canale digitale come quello in assoluto più economico: in molti casi le transazioni effettuate per telefono, posta o di persona costano rispettivamente 20, 30 o 50 volte di più del corrispettivo digitale. Secondo il rapporto , l’evoluzione verso il digitale (digital by default) ha permesso al governo britannico di risparmiare da 1,7 a 1,8 miliardi di sterline all’anno (corrispondenti a circa a 2,4 miliardi di euro ogni anno). Con una popolazione vicina a quella del Regno Unito, si chiede la Buie, non potrebbe l’Italia aspirare a un risparmio simile?

L’altro obiettivo individuato dall’autrice, è quello di migliorare la disponibilità e l’efficienza dei servizi stessi e riporta l'esempio britannico "non si tratta soltanto di risparmiare denaro; il pubblico si aspetta sempre di più di poter accedere ai servizi della pubblica amministrazione in modo rapido e conveniente, nei tempi e nei modi per lui più soddisfacenti”.

D’altra parte non si può avere un risparmio sui costi semplicemente portando un servizio online. Se questo non è sufficientemente usabile, infatti, i cittadini non lo utilizzeranno. Quale strategia utilizzare? Anche qui l'autrice riporta due esempi, quello britannico e quello statunitense. Mentre in Gran Bretagna si predilige un approccio che investe sull’usabilità richiedendo a tutti i suoi siti non solo di adottare uno stile coerente, ma anche un approccio centrato sulla persona; negli Stati Uniti, invece, la General Services Administration fornisce un servizio di formazione e supporto (DigitalGov user experience) per aiutare le agenzie a sviluppare e applicare un approccio centrato sulla persona.

L’usabilità costa, certo, ma permette di risparmiare molti più soldi di quelli investiti. Voi cosa ne pensate?