Economia collaborativa e spending review

letto 1536 voltepubblicato il 10/06/2015 - 13:59 nel blog di Maria Fiore, in Osservatorio Spending Review

A proposito di economia della condivisione e spending review, tema più volte affrontato nell’Osservatorio, alla Camera è in discussione una proposta di legge per incentivare il car pooling, un sistema di mobilità alternativa e sostenibile, economico, ecologico, antistress e che fa bene alla collettività, come è stato definito oggi al Tg di Rai Parlamento. Una forma di economia della condivisione che può contribuire a ridurre il traffico urbano e non, l’impatto ambientale dei trasporti, l’uso del suolo pubblico e ad integrare le condizioni del trasporto pubblico. E quindi può avere un impatto positivo sulla spesa pubblica dei settori coinvolti.

Gli italiani continuano a preferire l’uso dell’auto propria (oltre 37 milioni sono i veicoli in circolazione), anche a causa delle difficoltà connesse al trasporto pubblico locale, che non può rispondere a tutte le esigenze di mobilità. Ma la crisi ed i costi di gestione dell’auto, assicurazione, pedaggi e benzina, sempre più elevati, possono incentivare il ricorso al car pooling. Ed in effetti il fenomeno sembra essere in aumento, forse specie quando ci si muove in ambito extraurbano per raggiungere il luogo di lavoro.

Ai fini della proposta, “per car pooling si intende un sistema di trasporto basato sull’uso condiviso di veicoli privati tra due o più persone che devono percorrere uno stesso itinerario, o parte di esso, messe in contatto tramite servizi dedicati forniti da intermediari pubblici o privati, anche attraverso l’utilizzo di strumenti informatici. Il servizio di trasporto svolto nelle forme stabilite dalla presente legge non si configura come attività di impresa. Sono ammesse forme di contribuzione alle spese di trasporto sostenute, valutate sulla base dei costi chilometrici di esercizio calcolati in base alle tabelle nazionali elaborate dall’Automobile Club d’Italia e pubblicate periodicamente nella Gazzetta Ufficiale nonché eventuali pedaggi per soste, strade e autostrade …” (art. 2).

Il provvedimento prevede forme di promozione e di informazione a livello nazionale da parte delle amministrazioni, degli enti pubblici di ogni ordine e grado e delle imprese con più di 250 addetti presso un unico stabilimento, nei loro siti internet ed intranet. Va consentito “l’accesso tramite appositi collegamenti ipertestuali ai servizi dedicati operati attraverso l’utilizzo di strumenti informatici da intermediari pubblici o privati, previa richiesta da parte di questi ultimi. L’adempimento dei suddetti obblighi informativi non comporta oneri a carico degli intermediari” (art. 3 c. 1 proposta di legge n 2436 presentata il 6 giugno 2014). L’obbligo di informazione dei cittadini, se non rispettato, verrebbe sanzionato con multe da 1.000 a 10.000 euro (art. 3 c. 2).

Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nell’ambito delle rispettive competenze nonché delle risorse ad essi assegnate a legislazione vigente, elaborano annualmente un programma coordinato di iniziative di informazione e di educazione alla mobilità alternativa e sostenibile, con particolare attenzione all’incentivazione del car pooling anche attraverso lo svolgimento di campagne informative sui principali mezzi di comunicazione. I programmi devono essere tesi a diffondere la consapevolezza, in particolare tra le giovani generazioni, della necessità della riduzione dell’uso individuale dei veicoli privati al fine di abbattere i livelli di inquinamento e i consumi energetici e per un generale miglioramento del traffico, della circolazione stradale e delle capacità di trasporto dei sistemi collettivi (art. 3 c. 4). L’articolo 4, infine, prevede di rendere espressamente fruibile a progetti di sviluppo di car pooling il Fondo per la crescita sostenibile.

In realtà anche al Senato, nello scorso mese di marzo, la Commissione permanente “Lavori pubblici, Comunicazioni” ha approvato un parere sul disegno di legge n. 1676 in cui tra l’altro si esprime a favore dell’articolo 3, che stanzia 35 milioni di euro per la realizzazione di un programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro, ad esempio con iniziative di car-pooling, di bike-pooling e bike-sharing e la realizzazione di percorsi protetti per gli spostamenti, suggerendo inoltre di creare un’integrazione tra le suddette iniziative e il trasporto pubblico, in modo che possa essere moltiplicato l’effetto di tali investimenti.

Nello stesso parere, con riferimento alle norme in materia di green public procurement (altro tema affrontato nell’Osservatorio), “si raccomanda alla Commissione di merito di assicurare il necessario coordinamento con la disciplina prevista per i medesimi aspetti dalle direttive europee 23/2014/UE, 24/2014/UE e 25/2014/UE in materia di appalti pubblici e concessioni, il cui disegno di legge delega di recepimento (Atto Senato n. 1678) è attualmente all’esame della Commissione Lavori pubblici. A tal fine, si segnala l’opportunità di prevedere espressamente in norma che le disposizioni relative al green public procurement sono adottate nel rispetto di quanto previsto dalle citate direttive 23/2014/UE, 24/2014/UE e 25/2014/UE e nelle more del loro recepimento all’interno dell’ordinamento nazionale”.

 

Fonti

2 commenti

Rita Pastore

Rita Pastore10/06/2015 - 18:40

In effetti abbiamo più volte affrontato nella nostra comunità il tema delle auto blu e dei risparmi conseguenti al ridimensionamento degli autoparchi delle PA. Sicuramente il car sharing può essere una valida soluzione per un ulteriore progressivo contenimento dei costi per le amministrazioni.

Ricordiamo che l'economista americano Jeremy Rifkin ha scritto che, nella nuova economia, "l’accesso temporaneo a beni e servizi, in forma di noleggio, affitto e simili, diventa un’alternativa sempre più allettante, rispetto all’acquisto ed al possesso a lungo temine di un bene". Nel caso degli autoparchi pubblici, la dismissione graduale dei mezzi è ormai una strada obbligata. Ma, in alternativa, alcuni economisti si chiedono se il noleggio a lungo termine sia il moglior modo di affrontare il contenimento della spesa. Infatti, l'auto a noleggio è sempre una spesa per l'amministrazione, indipendente dall’uso che se ne fa.

Perchè le Amministrrazioni pubbliche non valutano la parziale dismissione dell’autoparco, per passare al car sharing? Le auto potrebbero essere prenotate ed usate solo quando servono e per la parte della giornata corrispondente all’orario di lavoro. Si tratterebbe di un modo nuovo di gestire la proprietà di un parco auto pubblico, in grado di conseguire risparmi in termini di limitazione dei costi alla effettiva disponibilità dell’auto ed ai chilometri effettuati senza ulteriori costi di carburante; nonchè del numero di veicoli che circolano in città. 

 

Claudia Leone

Claudia Leone10/06/2015 - 16:10

A tal proposito volevo ricordare , segnalata da tempo sull’Osservatorio, riguardante l’introduzione del car sharing (la condivisione dell’automobile) al fine di ottimizzare e razionalizzare le spese riguardanti le auto di servizio. Delle 32 auto a disposizione degli uffici comunali (e non più dei singoli servizi) può essere richiesto l’utilizzo delle auto attraverso un sistema software che gestisce le prenotazioni e la distribuzione delle chiavi.

Tornando al car pooling in senso stretto, così come evidenziato da Maria, volevo segnalare a titolo esemplificativo alcuni siti web comunali nei quali ormai da tempo viene promosso il servizio: