Domande & risposte su "La tecnologia al servizio della legalità: gli strumenti telematici che semplificano i controlli sugli appalti pubblici", webinar del 9 novembre 2015

letto 4398 voltepubblicato il 13/11/2015 - 16:21 nel blog di Patrizia Schifano, in Integrità

Carissimi iscritti,

nel corso del webinar dello scorso 9 novembre, la nostra esperta, Ilenia Filippetti, ha analizzato il tema della tecnologia al servizio della legalità: gli strumenti telematici che semplificano i controlli sugli appalti pubblici.  Nel corso del webinar sono state formulate domande alle quali non c'è stato tempo di rispondere. Le riportiamo in questo blog e sarà cura dell'esperta rispondere. Questo spazio rimane a disposizione di chi intende avere ulteriori approfondimenti sul tema trattato.

18 commenti

Ilenia Filippetti

Ilenia Filippetti14/11/2015 - 15:56

DOMANDA DI ROSA MARIA:

Nella sezione Amministrazione Trasparente, prevista dal D.lgs. n. 33/2013, cosa occorre fare per gli acquisti a mezzo cassa economale?

RISPOSTA:

L’ANAC ha dato indicazioni nelle FAQ pubblicate sul portale istituzionale con riferimento specifico alla pubblicazione di informazioni su contratti pubblici ed alla trasmissione all’ANAC ai sensi della legge n. 190/2012 (E, QUINDI, NON IN RELAZIONE AL D.LGS. N. 33/2013), precisando che anche nel caso di affidamenti per spese economali di minima entità non pare ipotizzabile un’esenzione dall’obbligo di pubblicazione. L'ANAC ha inoltre chiarito che il codice CIG assolve – tra le altre – anche alla funzione (attribuita dalla legge n.136/2010) di individuare univocamente (ovverosia di tracciare) le movimentazioni finanziarie degli affidamenti di lavori, servizi o forniture, indipendentemente dalla procedura di scelta del contraente adottata e indipendentemente dall’importo dell’affidamento stesso. Vi sono, tuttavia, alcune fattispecie per le quali non sussiste l’obbligo di richiedere il codice CIG, tra le quali figurano, ad esempio, gli affidamenti diretti a società in house e le spese effettuate dai cassieri che utilizzano il fondo economale, fermo restando che tali ultime spese – che non originano da contratti d’appalto e per le quali è  ammesso l’utilizzo di contanti – devono essere tipizzate dalle stazioni appaltanti in un apposito regolamento interno, recante il dettaglio dei beni e servizi di non rilevante entità (spese minute) necessari per sopperire ad esigenze impreviste, nei limiti di importo delle relative spese. Nei casi suindicati è quindi ammissibile che il campo di indicazione del CIG non venga valorizzato, non sussistendo alcun obbligo normativo di acquisizione dello stesso. Tuttavia - al fine di evitare qualsiasi rischio che la mancanza del relativo dato possa essere letta come volontaria omissione informativa, da parte delle amministrazioni tenute alla pubblicazione -  in tutte le fattispecie di contratti per i quali non era prevista l’acquisizione di un CIG o di uno SmartCIG (ad esempio, per spese le ‘economali’), il campo CIG deve essere valorizzato con il valore 0000000000 (10 zeri).

 

Ilenia Filippetti

Ilenia Filippetti14/11/2015 - 15:56

DOMANDA DI SABINA:

Cosa accade nel caso di subappalto di attività oggetto dell’obbligo di iscrizione nelle white list?

RISPOSTA:

Ai sensi dell’art. 1, comma 52 della legge n. 190/2012, per le attività imprenditoriali di cui al comma 53, la comunicazione e l'informazione antimafia liberatoria da acquisire indipendentemente dalle soglie stabilite dal codice delle leggi antimafia è obbligatoriamente acquisita  dalle stazioni appaltanti attraverso la consultazione delle white list.

È utile ricordare che, ai sensi dell’art. 1, comma 53 della legge n. 190/2012, sono definite come maggiormente esposte a rischio di infiltrazione mafiosa le seguenti attività:

a) trasporto di materiali a discarica per conto di terzi;

b) trasporto, anche transfrontaliero, e smaltimento di rifiuti per conto di terzi;

c) estrazione, fornitura e trasporto di terra e materiali inerti;

d) confezionamento, fornitura e trasporto di calcestruzzo e di bitume;

e) noli a freddo di macchinari;

f) fornitura di ferro lavorato;

g) noli a caldo;

h) autotrasporti per conto di terzi;

i) guardianìa dei cantieri.

Da quanto sopra emerge che per le predette attività occorre sempre fare ricorso alla preventiva consultazione delle white list, anche in caso di subappalto. 

 

Ilenia Filippetti

Ilenia Filippetti14/11/2015 - 15:54 (aggiornato 14/11/2015 - 15:54)

DOMANDA DI ADRIANA:

Per le informative antimafia occorre fare la richiesta via PEC alla prefettura dove ha sede il fornitore?

RISPOSTA:

In attesa dell’entrata a regime della Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia, ai sensi dell’art. 90 del Decreto legislativo n. 159/2011, l'informazione antimafia è rilasciata:

a) dal prefetto della provincia in cui le persone fisiche, le imprese, le associazioni o i consorzi [sottoposti a controllo] risiedono o hanno la sede legale ovvero dal prefetto della provincia in cui è stabilita una sede secondaria con rappresentanza stabile nel territorio dello Stato per le società di cui all'articolo 2508 del codice civile;

b) dal prefetto della provincia in cui [le stazioni appaltanti] hanno sede per le società costituite all'estero, prive di una sede secondaria con rappresentanza stabile nel territorio dello Stato.

 

Ilenia Filippetti

Ilenia Filippetti14/11/2015 - 15:33 (aggiornato 14/11/2015 - 15:33)

DOMANDA DI PAOLO:

Quali controlli antimafia occorre effettuare per appalti inferiori a 150.000 euro?

RISPOSTA:

Ai sensi dell’art. 83 del Decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, la documentazione antimafia non è comunque richiesta: (…) e) per i provvedimenti gli atti, i contratti e le erogazioni il cui valore complessivo non supera i 150.000 euro.

 

Ilenia Filippetti

Ilenia Filippetti14/11/2015 - 15:32

DOMANDA DI IVAN:

Quali sono le modalità operative per l’effettuazione delle comunicazioni all’ANAC dei dati? 

RISPOSTA:

L’art. 1, comma 32 della legge n. 190/2012 dispone che con riferimento ai procedimenti di scelta del contraente per l’affidamento di lavori, forniture e servizi le stazioni appaltanti sono in ogni caso tenute a pubblicare nei propri siti web istituzionali: la struttura proponente; l’oggetto del bando; l’elenco degli operatori invitati a presentare offerte; l’aggiudicatario; l’importo di aggiudicazione; i tempi di completamento dell’opera, servizio o fornitura; l’importo delle somme liquidate. Le stazioni appaltanti sono tenute altresì a trasmettere le predette informazioni ogni semestre [all’ANAC]. Entro il 31 gennaio di ogni anno, tali informazioni, relativamente all’anno precedente, sono pubblicate in tabelle riassuntive rese liberamente scaricabili in un formato digitale standard aperto che consenta di analizzare e rielaborare, anche a fini statistici, i dati informatici. Le amministrazioni trasmettono in formato digitale tali informazioni all’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, che le pubblica nel proprio sito web in una sezione liberamente consultabile da tutti i cittadini, catalogate in base alla tipologia di stazione appaltante e per regione. L’Autorità individua con propria deliberazione le informazioni rilevanti e le relative modalità di trasmissione. Entro il 30 aprile di ciascun anno, l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture trasmette alla Corte dei conti l’elenco delle amministrazioni che hanno omesso di trasmettere e pubblicare, in tutto o in parte, le informazioni di cui al presente comma in formato digitale standard aperto. Si applica l’articolo 6, comma 11, del Codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.

Per quanto concerne la comunicazione da effettuare entro il 31 gennaio di ciascun anno, l’ANAC ha fornito le relative indicazioni  con deliberazione n. 26 del 22 maggio 2013 e con le regole tecniche illustrate nel Comunicato del 22 maggio 2013.

Per quanto concerne la comunicazione da effettuare con cadenza semestrale, l’ANAC non ha ancora fornito specifiche indicazioni.

È utile ricordare che l’attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza da parte delle società e degli enti di diritto privato controllati e partecipati dalle pubbliche amministrazioni e degli enti pubblici economici è stata disciplinata da ANAC con determinazione n. 8 del 17 giugno 2015.

 

Patrizia Schifano

Patrizia Schifano13/11/2015 - 16:31 (aggiornato 13/11/2015 - 16:31)

Antonio.

Il durc online come fa ad essere utilizzato per le verifiche di un'autodichiarazione?

Ilenia Filippetti

Ilenia Filippetti14/11/2015 - 08:18 (aggiornato 14/11/2015 - 08:18)

La circolare n. 19/2015 del Ministero del Lavoro ha chiarito che dal 1 luglio 2015 per le stazioni appaltanti non è più necessario né possibile specificare, nella richiesta della stazione appaltante, la data nella quale è stata resa l’autodichiarazione da verificare: con il nuovo DURC online, pertanto, anche nei casi in cui l’interrogazione venga attivata per la verifica delle autodichiarazioni rese dai concorrenti in fase di partecipazione alla gara, il concetto di definitivo accertamento dell’irregolarità contributiva è sempre subordinato all’invito a regolarizzare.

 

Patrizia Schifano

Patrizia Schifano13/11/2015 - 16:29 (aggiornato 13/11/2015 - 16:29)

Dario.

I certificati richiedibili con CERPA possono essere richiesti anche tramite la procedura telematica ANAC?

 

Ilenia Filippetti

Ilenia Filippetti14/11/2015 - 08:22 (aggiornato 14/11/2015 - 08:22)

Ai sensi dell’art. 6-bis del Codice appalti, l’Autorità Nazionale Anticorruzione gestisce la Banca dati nazionale dei contratti pubblici.

Con deliberazione n. 111/2012, ANAC ha disciplinato i dati concernenti la partecipazione alle gare in relazione ai quali è obbligatoria l'inclusione della documentazione nella Banca dati, nonché i termini e le regole tecniche per l'acquisizione, l'aggiornamento e la consultazione dei predetti dati  attraverso il sistema  AVCPASS.

Il sistema AVCPASS offre alle stazioni appaltanti la possibilità, attraverso un’interfaccia web integrata con i servizi di cooperazione applicativa con gli Enti Certificanti, di procedere all’acquisizione della documentazione comprovante il possesso dei requisiti di carattere generale, tecnico-organizzativo ed economico-finanziario autodichiarati dai concorrenti per l’affidamento dei contratti pubblici.

Ai sensi della deliberazione n. 111/2012, il sistema AVCPASS consente anche l’acquisizione del Certificato del casellario giudiziale integrale fornito dal Ministero della Giustizia.

Il ricorso al sistema AVCPASS è obbligatorio per gli appalti con base d’asta pari o superiore a 40.000 euro.

Per gli appalti per cui non è obbligatorio il ricorso al sistema AVCPASS – ma per i quali è comunque obbligatorio effettuare i controlli sull’effettivo possesso dei requisiti autodichiarati dai concorrenti – le stazioni appaltanti:

  • possono ottenere un CIG in modalità semplificata oppure un carnet di CIG (c.d. SMART CIG);
  • possono ancora fare ricorso al sistema di CERPA (CERtificati Pubbliche Amministrazioni) per la richiesta del Certificato del casellario giudiziale;
  • devono comunicare i dati ai fini di prevenzione e repressione della corruzione ai sensi e secondo le modalità di cui all’art. 1, comma 32, legge n. 190/2012.

 

Patrizia Schifano

Patrizia Schifano13/11/2015 - 16:28

Loris.

L'affidamento del servizio postale al fornitore universale (quindi in regime di monopolio) come va identificato sul SIMOg,  come art. 57 c. 2 lett. b)?

Ilenia Filippetti

Ilenia Filippetti14/11/2015 - 08:32 (aggiornato 14/11/2015 - 08:32)

In via generale (e non con riferimento specifico al servizio postale) l’art. 57, comma 2, lettera b) del Codice appalti disciplina la procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara disponendo che tale procedura è consentita: b) qualora, per ragioni di natura tecnica o artistica ovvero attinenti alla tutela di diritti esclusivi, il contratto possa essere affidato unicamente ad un operatore economico determinato (..).

È utile ricordare che ai sensi dell’art. 37, comma 2 del Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33: le pubbliche amministrazioni sono tenute altresì a pubblicare, nell'ipotesi di cui all'articolo 57, comma 6, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, la delibera a contrarre.

Secondo il documento ITACA denominato Linee guida trasparenza e pubblicità: analisi dei nuovi obblighi e del loro impatto sull’affidamento dei contratti pubblici “appare congruo ritenere applicabile l’obbligo di pubblicazione [della delibera/determina a contrarre] a tutte le ipotesi di procedura negoziata consentite dal Codice senza previo bando, ivi comprese le ipotesi di procedura di affidamento diretto di cui all’art. 57 (es. lavori o servizi complementari ex art. 57, comma 5, lett. a), esecutore determinato ex art. 57, comma 2, lett. b), ripetizione di servizi analoghi ex art. 57, comma 5, lett. b)). In attesa di ulteriori interventi chiarificatori, in considerazione della rilevanza che ha assunto nel nostro ordinamento la trasparenza intesa come accessibilità totale da parte dell’intera collettività secondo il paradigma dell’”open government”, si consiglia pertanto l’estensione del suddetto obbligo a tutte le fattispecie sopra considerate”.

Naturalmente, anche gli affidamenti diretti ex art. 57 Codice appalti sono soggetti alla comunicazione all'ANAC ex art. 1, comma 32 della legge 190/2012 ai fini del rispetto della normativa anticorruzione.

Da ultimo, ANAC ha avviato un procedimento di pubblica consultazione per la definizione di Linee guida per il ricorso a procedure negoziate senza previa pubblicazione di un bando nel caso di forniture e servizi ritenuti infungibili e la scadenza del termine per la presentazione delle osservazioni è stato fissato al 30 novembre 2015.

Ilenia Filippetti

Ilenia Filippetti14/11/2015 - 08:34

  

Patrizia Schifano

Patrizia Schifano13/11/2015 - 16:27 (aggiornato 13/11/2015 - 16:27)

Domenico.

Nei casi di interventi urgenti in deroga, in assenza di risorse finanziarie si può considerare determina a contrarre il verbale di urgenza redatto dal responsabile della struttura utilizzatrice dove si verifica l'urgenza?

Ilenia Filippetti

Ilenia Filippetti14/11/2015 - 15:27

La domanda esula completamente dai temi trattati nel corso del webinar.

Ad ogni buon conto si ricorda che, per gli appalti, la consegna in via d’urgenza è disciplinata, in via generale, all’art. 11 comma 9  del Codice appalti.

Per quanto  concerne, in particolare, i lavori si vedano gli artt. 175 e seguenti del DPR 207/2010.

Per gli aspetti relativi all'assunzione dell'impegno contabile, si rinvia alla normativa di settore applicabile allo specifico ente (ad es. artt. 149 e seguenti del Tuel per quanto concerne gli enti locali).

Per quanto concerne, infine, l’assenza delle risorse finanziarie, si ricorda che la giurisprudenza ha sottolineato che la condotta tenuta dall'Amministrazione nel porre in essere una procedura di affidamento e nel concluderla senza mai addivenire alla stipula del contratto ed all’esecuzione, per l'omessa verifica e vigilanza sulla sussistenza della relativa copertura finanziaria, realizza un comportamento divergente da quelle regole di buona fede e correttezza (art. 1337 cod. civ.) che vanno osservate anche dall'Amministrazione nella fase precontrattuale (Cons. Stato, Ad. pl., 5 settembre 2005 n. 6 e Sez. V, 6 dicembre 2006 n. 7194 nonché, anche in epoca precedente, T.A.R. Lazio, Sez I, 7 luglio 2003 n. 5991).

 

Patrizia Schifano

Patrizia Schifano13/11/2015 - 16:25 (aggiornato 13/11/2015 - 16:25)

Ivan.

In caso di revoca del bando prima della fase di aggiudicazione, e di comunicazione della revoca a tutti i partecipanti, il provvedimento di revoca va pubblicato anche su ogni canale in cui precedentemente è stato pubblicato il bando?

Ilenia Filippetti

Ilenia Filippetti14/11/2015 - 08:38

La decisione di non aggiudicare la gara:

  1. deve essere comunicata ai concorrenti, ai sensi dell’art. 79, comma 5, lettera b-bis) del Codice appalti;
  2. deve essere pubblicata secondo le modalità di cui all’art. 66 del Codice appalti.
Patrizia Schifano

Patrizia Schifano13/11/2015 - 16:24 (aggiornato 13/11/2015 - 16:24)

Angelina.

La scadenza del bando farà riferimento alla data di pubblicazione sul sito elettronico o sulla gazzetta ufficiale?

Ilenia Filippetti

Ilenia Filippetti14/11/2015 - 08:51 (aggiornato 14/11/2015 - 08:51)

La scadenza del termine per il ricevimento delle offerte è unica e va riportata nelle diverse forme di pubblicità disciplinate dal Codice appalti.

Tra la pubblicazione del bando e la scadenza del termine per il ricevimento delle offerte devono intercorrere i termini dilatori minimi previsti dal Codice appalti.

La decorrenza del termine per la presentazione delle offerte decorre:

  • per gli appalti con base d’asta SUPERIORE alla soglia comunitaria: dalla data di trasmissione del bando di gara alla Commissione Europea per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea (art. 70 comma 2 e art. 66, comma 1 Codice appalti);
  • per gli appalti con base d’asta INFERIORE alla soglia comunitaria: dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana (art. 66, comma 8 Codice appalti).