L’unione fa la forza: come cambia il sistema dei piccoli Comuni secondo le logiche della spending review

letto 1669 voltepubblicato il 18/01/2016 - 11:01 nel blog di Rita Pastore, in Osservatorio Spending Review

A partire dal 1 gennaio 2016 sono state istituite 23 nuove realtà civiche mediante la fusione amministrativa di 63 municipi sotto i 5.000 abitanti. In questo modo sono stati cancellati quaranta municipi, inglobati in fusioni che interessano tutta la Penisola, come previsto dalle Legge n. 135 del 2012.

Diciassette realtà sono nel solo Trentino-Alto Adige, mentre 4 nuovi Comuni sorgeranno in Romagna e due in Piemonte. Pertanto, a seguito di questa revisione della cartina geografica del nostro paese, il numero totale dei comuni italiani è passato da 8.046 a 8.006. E’ curioso però osservare che la razionalizzazione amministrativa, oltre ad avere effetti sulla spesa e sulla toponomastica, inciderà pesantemente anche sull’immaginario collettivo e su luoghi simbolo sia a livello nazionale che europeo per motivi culturali, storici e/o enogastronomici.

In Emilia Romagna, ad esempio, che vede la nascita di 4 nuovi Comuni a fronte di 10 soppressi, è stata creata la città di Ventasso in cui confluiscono i comuni di Ligonchio, Busana, Collagna e Ramiseto, tutti in provincia di Reggio Emilia, per toccare uno quota complessiva di 4.407 abitanti. Ancora, dopo la fusione di Zibello con Polesine Parmense, è nato Polesine Zibello (3.348 abitanti); mentre in provincia di Bologna è stato istituito l’Alto Reno Terme (per un totale di 6.967 cittadini) dall’unione di Porretta Terme con Granaglione. In provincia di Rimini, poi, dalla fusione tra Monte Colombo e Montescudo è nato Montescudo-Monte Colombo.

In Piemonte il bilancio tra nuovi Comuni e enti locali soppressi è di 2 contro 4. Ad esempio, i 350 abitanti di Crosa, nel Biellese, si sono uniti ai 2.500 del comune di Lessona (2.500 abitanti),

Anche in provincia di Trento è avvenuta la fusione tra i comuni di Amblar e Don (meno di 500 abitanti in due) che diventano una sola realtà Amblar-Don; e lo stesso è successo a Cembra-Lisignago. Ricordiamo che è proprio in Trentino Alto Adige che le mappe dovranno subire le revisioni più numerose: qui sono diciassette le realtà appena costituite, 49 quelle tagliate per un saldo negativo di 32.

Altre novità arriveranno nel corso del 2016: in Lombardia e in Abruzzo i cittadini hanno già risposto sì ai referendum consultivi. Così le norme regionali sanciranno la nascita di Bienno (provincia di Brescia) attraverso la fusione per incorporazione di Bienno e di Prestine (per giungere a 3.958 abitanti); in provincia di Pavia, l’unione di Corteolona e Genzone partorirà la nuova realtà di Corteolona e Genzone, con i nomi legati non da un trattino ma da una congiunzione semplice.

Nel medio Adriatico, invece, è il caso di ricordare la prossima nascita di Nuova Pescara, che alla città di D’Annunzio vedrà confluire le colline di Spoltore e la costa di Montesilvano, per un totale di 186.145 nuovi cittadini pescaresi.

Il processo di riforma che riguarda i piccoli Comuni è in itinere e impone alcune riflessioni in ordine alla portata delle innovazioni che andranno a ridisegnare l’architettura del sistema istituzionale italiano. Dalla gestione associata di funzioni e servizi comunali, dall’accorpamento dei piccoli Municipi, dalla riduzione del numero di consiglieri e assessori nelle piccole realtà locali, dall’abolizione delle Province gli italiani si aspettano molto, anche perché sono temi che da anni si collocano al centro di un fervente dibattito politico, istituzionale e mediatico. Ci auguriamo che questa operazione di razionalizzazione amministrativa, oltre a modificare la geografia del territorio e delle mappe stradali, sia in grado di ottimizzare veramente i costi, di semplificare i bilanci pubblici e di garantire servizi più efficienti ai cittadini.