Performance. Obiettivi chiari ai dirigenti. Gli Oiv saranno davvero indipendenti ?

letto 700 voltepubblicato il 24/07/2016 - 21:41 nel blog di francesco addante, in Performance delle P.A.

E' dai primi anni '90 che i governi provano inutilmente a legare quei premi ai risultati effettivi, visibili dai cittadini. Niente da fare. Ora Renzi e la Madia hanno deciso di riprovarci. Qualche settimana fa sono stati riformati gli strumenti che serviranno a valutare l'operato dei nostri burocrati: una commissione (l'ennesima) all'interno del Dipartimento della funzione pubblica e una serie di giurie chiamate in ciascuna amministrazione a dare le pagelle. Si chiamano Oiv, "organismi indipendenti di valutazione". E in realtà esistono già, avendoli inventati l'ex ministro Brunetta. La novità è che per garantirne l'autonomia, i loro componenti faranno parte di un albo nazionale.

Tutto però ha il sapore di un inconcludente déjà vu. In tutti questi anni un incarico così cruciale come quello di giudicare l'operato di chi ci amministra è rimbalzato di autorità in autorità, come fosse una patata bollente di cui disfarsi il più rapidamente possibile. Prima la Civit, nel 2009, un organismo in grado solo di verificare la correttezza degli adempimenti formali. Poi le competenze passano inspiegabilmente all'Autorità anticorruzione di Cantone. Come se la valutazione dei dirigenti avesse solo implicazioni patologiche. Dal 2014 si cambia ancora e tutto viene messo nelle mani del Dipartimento della funzione pubblica. E da lì ora si parte per rimettere in piedi il sistema. Forse già quest'anno, insieme ai rinnovi contrattuali, arriverà il testo unico del pubblico impiego.

Ma perché questa volta dovrebbe funzionare? Che cosa è mancato finora? E soprattutto cosa ha consentito a quel kombinat di interessi autoconservativi fatto di burocrati sospettosi, dipendenti impauriti e sindacalisti corporativi di stravolgere il senso delle riforme che si sono invano succedute negli ultimi vent'anni? È mancata una cosa tanto semplice quanto fondamentale: l'indicazione da parte del potere politico degli obiettivi da raggiungere. Come si fa infatti a valutare l'operato dei dirigenti se non si sa cosa devono fare?

Questa storia dei premi ingiustificati finirà - dicono al ministero della Pubblica amministrazione. "La prima cosa che faremo - spiegano - è indicare obiettivi chiari ai dirigenti.

Chi fallisce vedrà cancellato il suo premio. E in casi gravi rischierà il posto". Ma nel frattempo, come saranno scelti i valutatori, gli Oiv? Qui il rischio è che la loro autonomia tanto sbandierata resti solo sulla carta, perché il recente regolamento dà alle singole amministrazioni il potere di nomina, sia pure all'interno dell'albo nazionale. Come dire: i controllati che scelgono i controllori.