Il PDF DIGITALE non è la stessa cosa del documento analogico scansionato - SENTENZA

letto 1384 voltepubblicato il 15/01/2018 - 09:53 nel blog di Simone Chiarelli, in Cultura digitale , FORUM APPALTI, Open Government

Il PDF DIGITALE non è la stessa cosa del documento analogico scansionato - SENTENZA

Gara telematica ed utilizzo, per l'invio dell'offerta, del file.pdf caricato a sistema delle liste di lavorazioni e forniture

Trga Trento 8 gennaio 2018, n. 4

Contratti della Pubblica amministrazione – Gara telematica - Liste di lavorazioni e forniture - Scansione del relativo modulo in luogo del file.pdf caricato a sistema delle liste di lavorazioni e forniture – Esclusione dalla gara – Legittimità – Soccorso istruttorio – Impossibilità.

            Deve essere escluso dalla gara telematica, ex art. dall’art. 57, d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, il concorrente che, invece di utilizzare, per l'invio dell'offerta, il file.pdf caricato a sistema delle liste di lavorazioni e forniture, come specificato dalla lettera di invito, ha proceduto alla scansione del modulo contenente le predette liste, compilandolo e inviandolo alla stazione appaltante, senza che sia possibile fare ricorso al soccorso istruttorio in quanto l’irregolarità rilevata concerne le modalità di formulazione dell’offerta economica e va ad incidere sul contenuto dell’offerta stessa, sì da dover essere qualificata come non sanabile (1).

(1) Il Tar ha chiarito, richiamando un proprio precedente in termini (Trga Trento 20 novembre 2017, n. 305), che il  formalismo che caratterizza la disciplina delle procedure di gara corrisponde anche alla necessità di garantire l’imparzialità dell’azione amministrativa e la parità di condizioni tra i concorrenti, sicché solo in presenza di un’equivoca formulazione della lettera di invito, a fronte cioè di una pluralità di possibili interpretazioni, può ammettersi la preferenza per quella che può condurre alla partecipazione del maggior numero di aspiranti, ma non quando la prescrizione sia univoca e venga imposta dall’amministrazione appaltante a pena di esclusione, e che la misura espulsiva sancita dall’art. 57, comma 6, d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 per il caso di mancato utilizzo del modulo relativo alla lista delle lavorazioni e forniture predisposto dalla stazione appaltante soddisfa, viepiù in ragione della tipologia di gara e dello svolgimento della stessa in via telematica, le prevalenti esigenze di certezza e celerità perseguite dall’amministrazione.

Ha aggiunto che è proprio l’apposizione della firma digitale del responsabile del procedimento sul “file .pdf caricato a sistema” l’adempimento che origina il documento “Lista delle lavorazioni e forniture” in originale, che deve essere utilizzato dal concorrente per la formulazione della propria offerta economica, sicché a tale documento non è assimilabile il documento scansionato, che non riporta i certificati di firma digitale riconducibili al responsabile del procedimento.

Infine, posto che l’art. 83, comma 9, d.lgs. n. 50 del 2016 esclude espressamente l’operatività del soccorso istruttorio per le irregolarità essenziali afferenti all’offerta economica, la Commissione di gara correttamente non ha attivato il soccorso istruttorio in quanto l’irregolarità rilevata concerne le modalità di formulazione dell’offerta economica e va ad incidere sul contenuto dell’offerta stessa, sì da dover essere qualificata come non sanabile.

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Trga Trento 20 novembre 2017, n. 305
Pubblicato il 20/11/2017
N. 00305/2017 REG.PROV.COLL.

N. 00150/2017 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Trento

(Sezione Unica)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 150 del 2017, integrato da motivi aggiunti, proposto da:
Società Damiani – Holz&Ko s.p.a. e I.T.I Impresa Generale s.p.a, la prima capogruppo mandataria del costituendo raggruppamento temporaneo, in persona dei legali rappresentanti in carica, rappresentate e difese dall’avv. Paolo Segalerba e domiciliate presso la segreteria del T.r.g.a. di Trento, in Trento via Calepina n. 50;
contro

- Provincia autonoma di Trento, in persona del Presidente in carica, rappresentata e difesa dagli avv.ti Nicolò Pedrazzoli, Giuliana Fozzer e Sabrina Azzolini, presso quest’ultima elettivamente domiciliata nella sede dell’Avvocatura provinciale in Trento, piazza Dante n. 15;
- APAC – agenzia provinciale per gli appalti e contratti – servizio appalti presso la Provincia autonoma di Trento, in persona del legale rappresentante in carica, non costituita;
- Comune di Nago Torbole, in persona del Sindaco in carica, rappresentato e difeso dall’avv. Marco Zanella nel cui studio in Trento, via Calepina n. 75, è elettivamente domiciliato;
nei confronti di

società MAK Costruzioni s.r.l. non costituita;
A) Quanto al ricorso introduttivo:

- del provvedimento assunto durante la seduta di gara di data 3 maggio 2017, pubblicato il 08.5.2017 e comunicato con nota APAC di pari data, con cui è stata disposta l’esclusione del RTI Damiani – Holz&Ko dalla gara di appalto avente ad oggetto i lavori di realizzazione della nuova sede municipale nel Comune di Nago Torbole, lotto 2 “struttura prefabbricata in legno – codice CIG 6991593D0D”;

- del provvedimento di aggiudicazione della gara alla concorrente società MAK Costruzioni s.r.l., assunto durante la seconda seduta di gara di data 22.5.2017 ed in tale data pubblicato;

- di tutti gli atti presupposti, consequenziali e connessi ai provvedimenti di cui sopra, tra cui il silenzio serbato dall’amministrazione sull’istanza di revoca in autotutela del provvedimento di esclusione;

e per quanto occorrer possa:

- della lettera di invito alla gara, limitatamente alla parte in cui è previsto che il documento “lista delle lavorazioni e forniture” e il documento di “sintesi dell’offerta” devono essere classificati nella categoria “Allegato economico” a pena di esclusione, e che comporta l’esclusione dalla procedura di gara l’eventuale richiamo a dati economici contenuto nelle dichiarazioni/documentazione classificate nella categoria “Allegato amministrativo”;

nonché

per la declaratoria di inefficacia del contratto, ove medio tempore stipulato, e per la condanna al risarcimento di tutti i danni per effetto degli impugnati provvedimenti e dell’illegittima condotta tenuta dall’amministrazione ex art. 30 d.lgs. n. 104/2010 per il caso di mancata riammissione alla gara;

B) Quanto al ricorso per motivi aggiunti:

- del provvedimento assunto durante la seduta di gara del 4.7.2017, in tale data comunicato, con cui, dopo aver riammesso in autotutela il RTI ricorrente, il seggio di gara ne ha nuovamente disposto l’esclusione confermando l’aggiudicazione della gara a favore di MAK Costruzioni;

- per quanto occorrer possa, della nota APAC di data 7.8.2017 con cui è stata rigettata l’istanza di revoca e/o di annullamento in via di autotutela avverso il provvedimento di esclusione, e della lettera di invito alla gara (cfr. doc. 5) limitatamente alla parte in cui prevede che il mancato utilizzo del modulo Lista delle lavorazioni e forniture Lista 1, fornito dall’amministrazione, comporta l’esclusione automatica dell’offerta;

nonché

- per la condanna dell’amministrazione a disporre la riammissione della ricorrente alla procedura di gara mediante la rinnovazione della fase procedimentale deputata alla verifica della completezza e regolarità delle offerte economiche, a prendere cognizione dei ribassi offerti dai concorrenti rispetto all’importo a base di gara e a procedere conseguentemente alla formazione della nuova graduatoria e alla riaggiudicazione a favore del RTI ricorrente,

- in subordine, nell’ipotesi di impossibilità della richiesta tutela in forma specifica, per la condanna delle resistenti al risarcimento per equivalente, nell’importo da quantificarsi in corso di giudizio all’esito dell’eventuale istruttoria e ove ritenuto anche in via equitativa, ed infine, in via di ulteriore subordine, per la declaratoria di illegittimità e per l’annullamento dell’intera procedura di gara.

Visto il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio e le memorie difensive della Provincia di Trento e del Comune di Nago Torbole; Visti tutti gli atti di causa;

Visto l’art. 120 del cod. proc. amm.;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 9 novembre 2017 il cons. Paolo Devigili e uditi per la ricorrente l’avv. Paolo Segalerba, per la Provincia di Trento l’avv. Sabrina Azzolini e per il Comune di Nago Torbole l’avv. Marco Zanella;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO

La Provincia autonoma di Trento, su delega del Comune di Nago Torbole, ha indetto una procedura negoziata, condotta mediante gara telematica e da aggiudicarsi secondo il criterio del prezzo più basso determinato mediante offerta a prezzi unitari, per l’affidamento dei lavori indicati in oggetto.

Nell’invito alla partecipazione recante data 20.3.2017, per la parte di interesse nel presente giudizio, era previsto che il documento “lista delle lavorazioni e forniture”, predisposto dall’amministrazione e da completarsi a cura degli interessati con le indicazioni dei prezzi offerti per le numerose voci ivi indicate, doveva essere “classificato”, al fine dell’inoltro da parte dei concorrenti, nella categoria “allegato economico”, a pena di esclusione.

Per altro profilo qui di interesse, era stabilito che “comporta l’esclusione automatica dell’offerta: … il mancato utilizzo del modulo fornito dall’amministrazione aggiudicatrice”.

Successivamente la stazione appaltante, avvedutasi della necessità di modificare le voci nn. 18 (“sistemazione in rilevato) e 414 (“supporto per moduli voltaici”), sostituiva la lista delle lavorazioni ed in data 5 aprile 2017 predisponeva il nuovo invito alla partecipazione prorogando con ciò il termine di scadenza per la presentazione delle offerte: nella contestuale nota di chiarimento (“Proroga, risposta a chiarimenti e messa a disposizione di nuovi elaborati”) la stazione appaltante stabiliva espressamente che “la nuova lista delle lavorazioni (file NEW_LISTA NAGO TORBOLE NT41864) è da utilizzarsi a pena di esclusione in quanto son state modificate le voci 18 e 414 come da Computo metrico Estimativo”, aggiungendo inoltre “che le imprese che nel frattempo avessero già inviato la propria offerta dovranno presentarne una nuova ritirando quella precedentemente inviata” (doc. 3 fasc. Provincia).

Il RTI Damiani-Holz&Ko inoltrava la propria offerta in data 2 maggio 2017 e nella seduta del 3.5.2017 veniva escluso dalla gara in quanto, in violazione del paragrafo 3, l’offerta economica-lista delle categorie era stata inserita nella busta amministrativa invece che nella busta economica (idem doc. 4) ed in data 22.5.2017 la gara veniva aggiudicata alla società MAK Costruzioni sulla base della maggior percentuale di ribasso offerto.

Con il ricorso introduttivo Damiani-Holz&Ko, rilevando che la propria offerta economica sarebbe prevalente su quella inoltrata da MAK Costruzioni, ha impugnato le predette determinazioni, deducendo che l’anomalia riscontrata era imputabile all’errato funzionamento del portale telematico della Provincia.

A seguito di ciò, e sulla scorta di apposita istruttoria, il seggio di gara provvedeva nella seduta di gara del 4 luglio 2017 da un lato ad annullare in autotutela la disposta esclusione, riscontrando che “non è possibile escludere con certezza l’ipotesi del malfunzionamento del sistema”, e dall’altro ad escludere nuovamente dalla gara il RTI Damiani-Holz&Ko e a confermare l’aggiudicazione a Mak Costruzioni.

Il nuovo provvedimento veniva assunto in forza del diverso rilievo, confermato in sede di rigetto dell’istanza di annullamento, secondo cui “la lista delle categorie presentata dal ricorrente è quella di cui al file denominato NT41864_Lista_Munic_Nago Torbole, fornito dall’amministrazione con l’invito alla partecipazione prot. n. 16011 del 20 marzo 2017 quindi nella vecchia versione, invece che quella sostituita in sede di proroga della scadenza di presentazione delle offerte in data 5 aprile 2017 con nota prot. n. 1985588 e da utilizzarsi a pena di esclusione in quanto erano state modificate le voci 18 e 414”;

Damiani-Holz&Ko ha impugnato con motivi aggiunti, previa richiesta di sospensione, il nuovo provvedimento di esclusione dalla gara, e di conferma dell’aggiudicazione alla società Mak Costruzioni, deducendone con l’unica articolata censura l’illegittimità “per violazione e/o falsa applicazione dell’art. 16, comma 3, della L.p. n. 2/2016, nonché dell’art. 57 e del titolo IV, Capo V, del Regolamento di attuazione della L.p. n. 26 del 1993 (d.P.P 11.5.2012, n. 9-84/Leg.) – Violazione e/o falsa applicazione della lex specialis di gara con particolare riguardo all’art. 3 - Modalità di presentazione e sottoscrizione dell’offerta economica - Manifesta erroneità – Travisamento – Erroneità nella considerazione e valutazione di presupposti/difetto di motivazione - Difetto di istruttoria – Violazione dei principi di proporzionalità e favor partecipationis – Violazione del principio comunitario di prevalenza della sostanza sulla forma – Eccesso di potere in tutte le sue forme sintomatiche – Sviamento”.

Secondo quanto dedotto, la possibilità per i partecipanti di verificare, controllare ed eventualmente modificare e/o integrare le voci riportate nella lista delle lavorazioni determinerebbe l’irrilevanza della mancata utilizzazione del nuovo modulo predisposto dall’amministrazione, e l’adottata sanzione espulsiva contrasterebbe con i principi di proporzionalità, di “prevalenza della sostanza sulla forma” e della massima partecipazione dei concorrenti che informerebbero il sistema e troverebbero riscontro nei principi del diritto comunitario.

Nel corso del giudizio si sono costituiti la Provincia autonoma di Trento ed il Comune di Nago Torbole contestando nelle rispettive memorie difensive la fondatezza delle censure mosse ed instando per il rigetto del gravame.

Con ordinanza cautelare n. 70/2017 di data 15.9.2017 il Collegio, rilevata l’improcedibilità della domanda cautelare proposta con il ricorso introduttivo nei confronti del primo provvedimento di espulsione per sopravvenuta carenza di interesse, ha respinto la domanda incidentale di sospensione formulata nei motivi aggiunti;

Peraltro, in prossimità dell’udienza pubblica fissata per il 9 novembre 2017, il RTI Damiani-Holz&Ko ha chiesto la cancellazione della causa del ruolo e/o il rinvio dell’udienza assumendo a presupposti la pendenza dell’appello cautelare, la necessità di istruire la causa sotto il profilo risarcitorio ed il mancato rispetto del termine intercorrente fra la comunicazione di fissazione dell’udienza e la data stabilita per la celebrazione della stessa.

In merito a tale istanza, con provvedimento assunto in pubblica udienza e di cui consta il relativo verbale, “rilevata l’insussistenza di particolari e gravi ragioni atte a incidere direttamente sul diritto di difesa delle parti, ragioni che per principio pacifico rendono doveroso il rinvio della trattazione o la cancellazione del ricorso dal ruolo dell’udienza (per tutte, Consiglio di Stato, sez. III,dd. 8.6.2017, n. 2775); Considerato, infatti, che non possono essere ritenute tali né l’anticipazione di un giorno rispetto al termine previsto dal codice per la comunicazione del decreto di fissazione dell’udienza, né le esigenze istruttorie da ultimo rappresentate dalla ricorrente, né la pendenza del giudizio d’appello avverso l’ordinanza di questo TRGA n. 70/2017, anche alla luce delle necessità di sollecita definizione del ricorso, presidiata dalle speciali norme acceleratorie normativamente previste”, il Presidente ha respinto l’istanza di rinvio e/o di cancellazione del ricorso dal ruolo, ed a seguito di ciò la causa è stata trattenuta in decisione.

DIRITTO

1. Preliminarmente il Collegio rileva che il ricorso introduttivo al giudizio è divenuto improcedibile, ai sensi dell’art. 35, co. 1 lett. c, del cod. proc. amm., per sopravvenuta carenza di interesse, dovendosi considerare che il primo provvedimento di esclusione dalla gara pronunciato dalla stazione appaltante nei confronti del RTI Damiani-Holz&Ko è stato annullato in sede di autotutela, ed il ricorrente è stato riammesso avendo l’amministrazione riconosciuto di non poter escludere che l’erroneo inserimento dell’offerta economica – lista delle categorie nella busta amministrativa anziché in quella economica sia derivato dal malfunzionamento, come sostenuto nel gravame, del sistema telematico approntato per la gara in oggetto.

2. Ciò posto, passando all’esame del ricorso per motivi aggiunti con cui il RTI interessato impugna il nuovo provvedimento di esclusione e la conferma dell’aggiudicazione disposta a favore della controinteressata Mak Costruzioni, deve rilevarsi l’infondatezza delle censure con esso dedotte.

2.1. Anzitutto deve confermarsi quanto già rilevato nell’ordinanza cautelare di rigetto della domanda incidentale di sospensione: il ricorrente pone a base delle proprie censure l’asserita violazione della L.p. n. 2/2016 e del regolamento adottato con d.P.P n. 11.5.2012 n. 9-84, nonché della lex specialis, sostenendo che la possibilità accordata ai concorrenti di inserire, all’interno della lista delle lavorazioni e forniture già predisposta dall’amministrazione, nella cella lasciata in bianco, la quantità stimata e/o ritenuta corretta - cui è collegata l’individuazione del prezzo offerto, consentirebbe di ritenere irrilevante la mancata utilizzazione del (nuovo) modello predisposto dall’amministrazione per l’invio delle offerte.

3. Tuttavia il ricorrente trascura di considerare che proprio l’art. 57 (”Aggiudicazione al prezzo più basso determinato mediante offerta a prezzi unitari”) del d.P.P invocato (“Regolamento di attuazione della legge provinciale 10 settembre 1993, n. 26 concernente norme in materia di lavori pubblici di interesse provinciale e per la trasparenza negli appalti e di altre norme provinciali in materia di lavori pubblici”) stabilisce al comma 6, che “comporta l’esclusione automatica dell’offerta il mancato utilizzo del modulo fornito dall’amministrazione aggiudicatrice per l’indicazione dei prezzi…..”, dovendosi inoltre riscontrare che la previsione della sanzione espulsiva in tal caso stabilita dalla citata disposizione regolamentare è stata espressamente confermata dalla lex specialis (paragrafo 3.1.1), sia nell’originario invito a partecipare sia in quello successivamente modificato, e ribadita nella nota di chiarimento (“Proroga, risposta a chiarimenti e messa a disposizione di nuovi elaborati”) di data 5 aprile 2017, nella quale l’amministrazione ha disposto che il nuovo modulo offerto, “necessario a seguito della modifica del quadro economico”, diventa “new_lista nago torbole NT41864” e che “tale nuova lista delle lavorazioni è da utilizzarsi a pena di esclusione”.

4. Invero la sopra vista norma del regolamento provinciale (le cui disposizioni sono espressamente richiamate nell’invito alla procedura in esame) non risulta neppure oggetto di impugnazione, né si presta ad un’interpretazione diversa da quella derivante dal significato letterale della medesima, ed a fronte di ciò appare del tutto recessiva l’impugnazione della lettera di invito “nella parte in cui è previsto che il mancato utilizzo del modulo lista delle lavorazioni e forniture apprestato dall’amministrazione comporta l’esclusione automatica dell’offerta”, posto che tale prescrizione, e l’applicazione della correlata sanzione in caso di inadempimento, è già contenuta nella disposizione che regola la tipologia della gara in oggetto.

5. Peraltro la misura espulsiva stabilita per il mancato utilizzo del modulo predisposto dall’amministrazione, già ammessa dal previgente codice degli appalti per la tipologia di gare in cui, come nel caso di specie, l’offerta del prezzo è determinata mediante prezzi unitari (art. 74, comma 3, d.lgs. n. 163/2006), si sottrae alle contestazioni di merito mosse dal RTI ricorrente, dovendosi considerare, viepiù in ragione della tipologia di gara e dello svolgimento della stessa in via telematica, le prevalenti esigenze di certezza e celerità perseguite dall’amministrazione.

6. D’altronde, il formalismo che caratterizza la disciplina delle procedure di gara corrisponde anche alla necessità di garantire l’imparzialità dell’azione amministrativa e la parità di condizioni tra i concorrenti: è stato così ritenuto, sulla scorta di un consolidato insegnamento giurisprudenziale (cfr. per tutte Cons. di Stato, sez. V n. 4252/2008 e sez. IV n. 4644/2007), che solo in presenza di un’equivoca formulazione della lettera di invito, a fronte cioè di una pluralità di possibili interpretazioni, può ammettersi la preferenza per quella che può condurre alla partecipazione del maggior numero di aspiranti, ma non quando la prescrizione sia univoca e venga imposta dall’amministrazione appaltante a pena di esclusione.

6.1. Nella fattispecie - come sopra visto - l’obbligatorietà dell’utilizzazione del modello predisposto, e la correlata sanzione espulsiva nel caso di mancato utilizzo dello stesso, oltre a trovare fondamento nella norma regolamentare provinciale, è oltremodo chiara nella lex specialis e nella nota di chiarimento fornita ai concorrenti, non potendosi ravvisare in capo al RTI ricorrente, a differenza di quanto accaduto in occasione del primo provvedimento di esclusione, alcun motivo idoneo per giustificare il mancato rispetto della norma a cui avrebbe potuto facilmente e diligentemente adeguarsi, non potendosi a tal riguardo neppure trascurare il livello di competenze professionali esigibili nei confronti dei concorrenti (cfr. Tar Lombardia Brescia, sez. II, 4.4.2016 n. 484).

7. Le considerazioni che precedono valgono altresì ad escludere, nella fattispecie in esame, ogni ipotesi di lesione dei principi informatori del diritto comunitario tendenti, secondo quanto sostenuto nei motivi aggiunti, a privilegiare “la sostanza sulla forma” e a salvaguardare la massima partecipazione alla gara: infatti da un lato non sono riconducibili a meri e/o irrilevanti profili formali le esigenze dell’amministrazione di dover assolvere ad evidenti necessità di certezza e celerità, sia nel momento dell’indizione della gara sia in quello della conduzione della stessa, attraverso la previsione nella lex specialis di congrue e stringenti regole, chiare e di facile applicazione, cui tutti gli interessati sono tenuti a conformarsi, e dall’altro non può certamente dirsi che la regola imposta nel caso in esame possa aver limitato la partecipazione dei concorrenti, atteso che il modulo richiesto è stato fornito dalla stazione appaltante con le indicazioni necessarie e sufficienti per consentirne il pieno utilizzo.

8. Infine, a suffragio di quanto fin qui considerato, va condiviso il rilievo mosso sul punto dalla difesa del Comune di Nago Torbole nella propria memoria.

8.1. In effetti, proprio in relazione alla voce n. 18 (“Sistemazione in rilevato”) della lista delle lavorazioni e forniture per la quale l’amministrazione ha prorogato il termine per la presentazione delle offerte e reso la nota di chiarimento di data 5 aprile 2017, e con ciò modificato sul punto la quantità richiesta ed individuato il nuovo file per la trasmissione dell’offerta, il RTI ricorrente non ha affatto proposto, nell’apposito spazio lasciato in bianco a disposizione, una modifica della quantità richiesta con il nuovo elaborato (mq 62,460), ma è intervenuto direttamente sulla predisposta parte “fissa”, mutando arbitrariamente la nuova quantità in punto stabilita dall’amministrazione - senza apportare alcuna modificazione nella parte messa a disposizione del concorrente - sostituendo a questa quella precedente (mq 60,46) valutata dall’amministrazione errata e insufficiente, con ciò disattendendo la specifica misura richiesta dalla stazione appaltante.

9. Per le ragioni esposte il ricorso per motivi aggiunti, e le domande con esso formulate, vanno rigettati.

10. Le spese di giudizio sono compensate per la metà in ragione dei profili di novità emersi nella fattispecie esaminata, e per la restante parte sono poste a carico del RTI ricorrente nella misura liquidata in dispositivo, permanendo a favore dello stesso RTI, ed a carico della Provincia autonoma di Trento, la rifusione del contributo unificato versato in occasione del ricorso introduttivo, attesa la soccombenza virtuale dell’amministrazione provinciale in relazione all’atto introduttivo, derivante dalla riconosciuta incertezza circa il malfunzionamento del sistema telematico, denunciato con il ricorso stesso.

P.Q.M.

Il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa per la Regione autonoma del Trentino – Alto Adige/Südtirol, sede di Trento, definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe dichiara improcedibile il ricorso introduttivo e respinge il ricorso per motivi aggiunti.

Condanna il RTI Damiani-Holz&Ko s.p.a. e I.T.I impresa generale s.p.a. a rifondere alla Provincia autonoma di Trento e al Comune di Nago Torbole l’importo di Euro 1.000,00 (mille/00) a favore di ciascuna delle predette parti, compensandole per il resto, oltre al rimborso forfetario del 15% per spese generali ed accessori di legge.

Condanna la Provincia autonoma di Trento a rifondere il contributo unificato versato dal ricorrente con il ricorso introduttivo.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Trento nella camera di consiglio del giorno 9 novembre 2017 con l'intervento dei magistrati:

Roberta Vigotti,   Presidente

Carlo Polidori,   Consigliere

Paolo Devigili,   Consigliere, Estensore

       
       
L'ESTENSORE      IL PRESIDENTE
Paolo Devigili      Roberta Vigotti