Nessun obbligo di adesione alla convenzione Consip se la stazione appaltante risparmia

letto 1995 voltepubblicato il 06/04/2018 - 10:10 nel blog di Simone Chiarelli, in FORUM APPALTI, Sviluppo Locale

Nessun obbligo di adesione alla convenzione Consip se la stazione appaltante risparmia

Consiglio di Stato, Sez. V, 28 marzo 2018, n. 1937

Il Consiglio di Stato riconosce la possibilità di non aderire alle convenzioni Consip se la stazione appaltante risparmia appaltando in autonomia. L'impresa ricorrente aveva impugnato al Tar Lazio la scelta del ministero appaltante di non aderire alla convenzione Consip sul servizio integrato di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Il ministero non aveva aderito alla convenzione Consip, che di norma è obbligatoria per tutte le amministrazioni pubbliche. La scelta del ministero è stata ritenuta legittima e giustificata dal Consiglio di Stato perché il ministero ha dimostrato di aver acquisito regolarmente il servizio per proprio conto, spuntando condizioni economiche più favorevoli di quelle indicate dalla Consip. Il risparmio rispetto agli importi definiti dalla Consip è condizione sufficiente, nell’attuale ordinamento giuridico, per non acquisire il servizio, la fornitura o il lavoro, tramite una convenzione Consip.

FONTE:

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Consiglio di Stato, Sez. V, 28 marzo 2018, n. 1937

Pubblicato il 28/03/2018
N. 01937/2018REG.PROV.COLL.

N. 06831/2017 REG.RIC.

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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Consiglio di Stato

in sede giurisdizionale (Sezione Quinta)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 6831 del 2017, proposto da:
Exitone s.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Claudio Vinci e Federico Tedeschini, con domicilio eletto presso lo studio Claudio Vinci in Roma, viale Parioli, 59
contro

Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura generale dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12
per la riforma della sentenza del T.a.R. del Lazio, Sezione II-quater, n. 9528/2017

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 8 marzo 2018 il Cons. Claudio Contessa e uditi per le parti l’avvocato Tedeschini e l’avvocato dello Stato Del Gaizo;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue

FATTO

Con bando del 24 aprile 2013, la Consip s.p.a. indiceva una procedura di gara aperta per un importo complessivo di euro 110.000.000,00, suddivisa con criterio geografico in sei lotti, per l’affidamento di una Convenzione avente ad oggetto i servizi relativi alla gestione integrata della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro presso le Pubbliche Amministrazioni.

In data 9 dicembre 2015, i Lotti n. 1 (Regioni Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Liguria), n. 4 (Regioni Lazio e Abruzzo) e n. 6 (Regioni Basilicata, Calabria e Sicilia) venivano aggiudicati in via definitiva al R.T.I. formato dalla Exitone s.p.a. (mandataria), odierna appellante, e dalla Studio Alfa s.r.l. (mandante); in data 3 marzo 2016, detto RTI e la Consip sottoscrivevano quindi la relativa Convenzione. Il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (d’ora in poi, per brevità, MIBACT), tuttavia, piuttosto che aderirvi manifestava l’intendimento di optare per un regime di proroga in favore del gestore uscente fino alla data del 31 dicembre 2016, nell’ottica della successiva indizione di una nuova ed autonoma procedura di gara.

La Exitone contestava la scelta ministeriale trasmettendo diverse missive al MIBACT (prot. n. EX/590/16 del 16 novembre 2016; prot. n. EX/687/16 del 19 dicembre 2016; prot. EX/038 del 3 febbraio 2017), con cui lo invitava a ritornare sulla sua valutazione e quindi ad aderire alla Convenzione stipulata dalla Consip; il Ministero rispondeva (rispettivamente, con nota n. 25539 del 16 novembre 201; nota 28 dicembre 2016 n. 2891; nota n. 3838 del 9 febbraio 2017) esternando le ragioni di convenienza economica che l’avevano indotto a non servirsi della stessa e la propria decisione di bandire una apposita procedura ad evidenza pubblica.

Nel frattempo, decorso il periodo di efficacia della proroga disposta in favore del gestore uscente, la Exitone presentava al MIBACT un’istanza di accesso agli atti inerenti l’affidamento dei servizi già oggetto di detta Convenzione per l’annualità 2017, richiesta rimasta inevasa.

In data 28 marzo 2017 il MIBACT procedeva alla pubblicazione del bando di gara per l’affidamento dei servizi in questione; la Exitone provvedeva ad impugnarlo con ricorso n. 4087/2017 proposto innanzi al Tribunale amministrativo per il Lazio, Roma, segnalando, in particolare, l’obbligo delle amministrazioni pubbliche centrali di aderire alle convenzioni Consip.

Il Tribunale amministrativo, con sentenza II-quater, 4 settembre 2017, n. 9528, dichiarava inammissibile il ricorso ritenendo l’interesse del ricorrente ormai consumato in ragione della mancata tempestiva impugnazione delle dette note ministeriali.

La Exitone ha proposto appello con ricorso n. 6831/2017 per i seguenti motivi:

-   error in iudicando per violazione e/o falsa applicazione degli articoli 100 c.p.c. come richiamato dall’articolo 39 c.p.a., difetto di motivazione, motivazione erronea carente e contraddittoria, eccesso di potere giurisdizionale;

-   violazione e/o falsa applicazione dell’art. 26 della legge n. 488 del 1999, del d.m. 24.02.2000, dell’art. 1 comma 449 della legge n. 296 del 2006, dell’art. 2 comma 574 della legge 244 del 2007, dell’art. 11 del d.l. n. 98 del 2011, violazione dei principi di correttezza e buon andamento dell’azione amministrativa, eccesso di potere per difetto d’istruttoria, violazione di circolare, difetto di presupposti in fatto e in diritto, sviamento.

Con tali motivi l’appellante, in sostanza, contesta la declaratoria di inammissibilità del ricorso proposto in prime cure e ne ripropone le doglianze con cui aveva sostenuto l’illegittimità del bando pubblicato dal MIBACT.

Si è costituita in giudizio l’Amministrazione appellata, la quale ha concluso nel senso della reiezione dell’appello.

All’udienza del 18 gennaio 2018 la causa è stata rimessa in decisione.

DIRITTO

1. Giunge alla decisione del Collegio il ricorso in appello proposto dalla Exitone s.p.a., attiva nel settore della gestione dei servizi di sicurezza (la quale aveva partecipato alla gara per la stipula di una convenzione quadro Consip per i servizi relativi alla gestione integrata della salute e sicurezza sul lavoro presso le P.A. e si era classificata al primo posto in tre dei lotti di gara), avverso la sentenza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio che ha respinto il suo ricorso avverso gli atti con cui il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MIBACT) ha ritenuto che la convenzione-quadro aggiudicata all’appellante non fosse conveniente per le proprie esigenze e ha conseguentemente stabilito di indire un’autonoma gara al fine di procurarsi in via autonoma i medesimi servizi.

2. Con il primo motivo di appello la Exitone chiede la riforma della sentenza per avere ritenuto che essa avesse l’onere di impugnare tempestivamente le note ministeriali del 16 novembre 2016, del 28 dicembre 2016 e del 9 febbraio 2017. Con le note in parola il Ministero aveva manifestato “con chiarezza ed in modo significativamente circostanziato” (secondo quanto dedotto in sentenza) l’intendimento di non avvalersi della convezione-quadro stipulata con l’appellante.

2.1. Il motivo è fondato: nonostante l’amministrazione avesse manifestato in più occasioni il richiamato intendimento di non avvalersi delle convenzioni-quadro stipulate con la Exitone, nondimeno le note con cui tale intendimento era stato rappresentato non assumevano valenza provvedimentale, non risultavano concretamente lesive della sfera giuridica dell’appellante e non facevano conseguentemente sorgere in capo ad essa uno specifico onere di impugnativa.

E’ vero che le note ministeriali dinanzi richiamate avevano manifestato in modo circostanziato le ragioni poste a base della scelta di procedere all’indizione di autonome procedure per l’acquisizione dei servizi per cui è causa, ed è vero che la serietà di quell’intendimento risulta confermata dal fatto che il Ministero abbia dipoi in concreto scelto di indire un’autonoma procedura per l’acquisizione di tali servizi. Ma la realizzazione concreta (ex post) del richiamato intendimento non può produrre, ai fini processuali, l’effetto di anticipare il momento della concreta ed effettiva violazione della sfera giuridica del soggetto interessato (e, in via mediata, l’onere della conseguente impugnativa da parte sua).

Al contrario, laddove la Exitone avesse impugnato le richiamate note ministeriali, deducendone l’illegittimità, l’impugnativa si sarebbe rivelata inammissibile in quanto rivolta avverso atti privi di immediata e concreta valenza lesiva.

Del resto, neppure può riconoscersi alle richiamate note ministeriali la qualificazione di atti prodromici o preparatori dell’autonoma serie procedimentale della gara, trattandosi – piuttosto – di documenti estranei alla serie medesima e con i quali l’Amministrazione si limitava a prefigurare (sia pure con fermo intendimento) l’adozione de futuro di atti e provvedimenti.

2.2. Il ricorso di primo grado era dunque ammissibile in quanto tempestivamente rivolto avverso gli atti inditivi della procedura (i.e.: avverso gli atti con cui si era determinata una concreta ed attuale lesione della sfera giuridica dell’appellante, nella sua veste di aggiudicatario della convenzione-quadro e in quanto tale evidentemente leso dalla diversa scelta dal Ministero).

3. Gli argomenti prodotti dall’appellante a sostegno dell’illegittimità della procedura nel suo complesso devono quindi essere esaminati nel merito.

Gli argomenti sono sviluppati in particolare nell’ambito del secondo motivo di appello, con cui Exitone lamenta che, attraverso l’indizione di un’autonoma procedura per l’acquisizione dei servizi per cui è causa, il MIBACT avrebbe realizzato una grave violazione degli obblighi sulla stessa ricadenti in tema di adesione al programma di razionalizzazione degli acquisti della P.A. centrale demandato alla Consip s.p.a..

La pregnanza di tali obblighi risulterebbe rafforzata dall’articolo 11, comma 6 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 (recante ‘Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria’), secondo cui “Ove non si ricorra alle convenzioni di cui all'articolo 1, comma 449, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, gli atti e i contratti posti in essere in violazione delle disposizioni sui parametri contenute nell'articolo 26, comma 3, della legge 23 dicembre 1999, n. 488 sono nulli e costituiscono illecito disciplinare e determinano responsabilità erariale. Restano escluse dall'applicazione del presente comma le procedure di approvvigionamento già attivate alla data di entrata in vigore del presente provvedimento”.

La società appellante sottolinea che la pregnanza dei richiamati obblighi è stata ribadita dalla circolare del Ministero dell’economia e delle finanze in data 25 agosto 2015 la quale ha sottolineato l’obbligatorietà per le amministrazioni statali del ricorso a tali convenzioni per qualunque categoria merceologica in relazione alla quale esse risultino attivate. Osserva inoltre che, nel caso in esame, la scelta del Ministero di sottrarsi ai richiamati obblighi avrebbe prodotto in proprio danno effetti particolarmente pregiudizievoli in considerazione del fatto che la stessa aveva impostato la propria offerta su volumi di attività calcolati sul presupposto della totalitaria adesione

3.1. Il motivo è infondato.

Il punto nodale riguarda la possibilità per le amministrazioni centrali di indire autonome procedure per l’approvvigionamento di beni e servizi di proprio interesse, in deroga al generale obbligo di avvalersi delle convenzioni quadro di cui all’articolo 26, comma 3, della l. 23 dicembre 1999, n. 488.

Il Collegio osserva che, fermo il carattere di principio del dovere di cui al richiamato articolo 26, nondimeno permane la facoltà per le amministrazioni (ivi comprese le amministrazioni statali centrali e periferiche) di attivare in concreto propri strumenti di negoziazione laddove tale opzione sia orientata a conseguire condizioni economiche più favorevoli rispetto a quelle fissate all’esito delle convenzioni-quadro.

Risulta dirimente al riguardo la previsione di cui al quarto periodo del comma 1 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (recante ‘Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini, nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario’), a tenore del quale “la disposizione del primo periodo del presente comma [il quale sancisce la nullità dei contratti stipulati in violazione del richiamato articolo 26, n.d.E.] non si applica alle Amministrazioni dello Stato quando il contratto sia stato stipulato ad un prezzo più basso di quello derivante dal rispetto dei parametri di qualità e di prezzo degli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip s.p.a., ed a condizione che tra l'amministrazione interessata e l'impresa non siano insorte contestazioni sulla esecuzione di eventuali contratti stipulati in precedenza”.

Così come la disposizione in parola ammette (sia pure in via derogatoria) la stipula di contratti che esulano dagli obblighi di ricorso alle procedure centralizzate gestite dalla Consip, così anche la medesima disposizione legittima l’indizione di procedure miranti a conseguire razionalizzazione di spesa e risparmi maggiori rispetto a quelli conseguibili con l’adesione al programma di razionalizzazione di cui richiamato articolo 26.

La sussistenza del richiamato (e legittimo) rapporto fra regola ed eccezione è confermato dallo stesso articolo 26 della l. 488 del 1999 il quale

-   al comma 3 stabilisce che “le amministrazioni pubbliche possono ricorrere alle convenzioni stipulate ai sensi del comma 1, ovvero ne utilizzano i parametri di prezzo-qualità come limiti massimi per l’acquisto di beni e servizi comparabili oggetto delle stesse (…)”. La disposizione per un verso conferma (attraverso il ricorso alla modalità deontica “possono”) il carattere non pienamente vincolante del ricorso alle convenzioni-quadro e, per altro verso, consente la ricerca da parte delle amministrazioni di opzioni negoziali alternative (scil.: con il vincolo/limite dell’insuperabilità delle condizioni negoziali proprie delle convenzioni-quadro);

-   al comma 3-bis obbliga le amministrazioni che abbiano deliberato di procedere in modo autonomo agli acquisti di proprio interesse di trasmettere le relative delibere alle strutture e agli uffici preposti al controllo di gestione, per l’esercizio delle funzioni di sorveglianza e di controllo di propria competenza.

Le disposizioni appena richiamate (lette in combinato disposto con il richiamato articolo 1 del decreto-legge n. 95 del 2012) delineano un coerente quadro normativo il quale (al fine di assicurare in modo adeguato la razionalizzazione degli acquisti da parte delle PP.AA.)

-   demanda alla Consip il cruciale compito di rinvenire, in sede di centralizzazione, le migliori possibili condizioni di offerta da porre a disposizione delle amministrazioni;

-   consente (ma in via eccezionale e motivata) alle amministrazioni di procedere in modo autonomo, a condizione che possano dimostrare di aver ricercato e conseguito condizioni migliorative rispetto a quelle contenute nelle convenzioni-quadro;

-   responsabilizza le amministrazioni che intendano procedere in modo autonomo fissando taluni vincoli ex ante (insuperabilità delle condizioni trasfuse nelle convenzioni quadro) e talune serie conseguenze ex post (nullità degli atti realizzati in violazione e responsabilità in capo ai funzionari che abbiano agito in violazione di legge e con ingiustificato dispendio di risorse pubbliche).

Il richiamato assetto normativo, tuttavia, non sanziona le amministrazioni per il solo fatto di aver attivato autonome procedure al fine di individuare condizioni migliorative rispetto a quelle offerte dalla Consip (confliggerebbe del resto con gli obiettivi di razionalizzazione della spesa sottesi al programma di centralizzazione e introdurrebbe nel sistema ingiustificabili profili di rigidità).

Al contrario, le serie conseguenze legali delineate dall’articolo 1 del decreto-legge n. 95 del 2012 sono attivabili solo laddove la singola amministrazione abbia travalicato le regole legali che sottendono al richiamato rapporto fra regola ed eccezione.

E’ qui importante osservare che, nonostante il ripetuto richiamo dell’appellante al contenuto della circolare ministeriale del 25 agosto 2015, anche tale ultimo atto richiama in modo espresso la facoltà eccettuale di cui si è avvalso il Ministero (alla quale dedica l’intera Sezione 3), pur sottolineando i puntuali obblighi di motivazione che incombono sull’amministrazione che di tale facoltà intenda avvalersi.

4. Impostati in tal modo i termini generali della questione il Collegio rileva l’infondatezza dell’appello, laddove si consideri:

-   che il Ministero appellato, dopo avere attivato (nella vigenza della precedente convenzione quadro - Ed. 2 -) i servizi attivi di gestione integrata della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro per le PP.AA. di cui alla medesima convenzione-quadro (e per tutto il territorio nazionale), aveva preferito procedere a una proroga tecnica del precedente affidamento piuttosto che procedere all’attivazione dei lotti disponibili nell’ambito della nuova Convenzione Consip (i.e.: della Convenzione Ed. 3 di cui era risultata aggiudicataria, fra le altre, l’odierna appellante), avendo ravvisato una maggiore convenienza nell’ambito del precedente affidamento;

-   che, anche ad ammettere la sovrapponibilità fra i servizi oggetto della Convenzione Ed. 3 e quelli messi a gara attraverso gli atti impugnati in primo grado dal Ministero qui appellato (il quale sottolinea invece la maggiore ampiezza dei secondi rispetto ai primi), emerge comunque la complessiva convenienza economica della scelta di indire un’autonoma procedura su base nazionale. E’ sufficiente rilevare che la sommatoria dei costi connessi all’eventuale affidamento all’appellante di tutti i lotti necessari a coprire il fabbisogno in ambito nazionale avrebbe comportato un esborso pari ad oltre 19,52 milioni di euro nel triennio, mentre l’importo a base d’asta per i servizi messi autonomamente a gara dal Ministero è stato pari a circa 14,33 milioni di euro (al lordo del ribasso d’asta);

-   che, più in dettaglio, gli oneri connessi all’autonoma acquisizione dei servizi per cui è causa per il solo anno 2017 sono stati pari a circa 4,15 milioni di euro, mentre l’eventuale adesione alla Convenzione Consip (anche per i soli lotti assegnati all’appellante) avrebbe determinato oneri per oltre 4,60 milioni di euro;

-   che non risulta fondata la doglianza basata sul fatto che il Ministero non si sarebbe avvalso della facoltà legale di procedere a puntuali negoziazioni con gli aggiudicatari dei lotti. In senso contrario, il MIBACT ha dimostrato di aver negoziato la Convenzione Ed. 3 con gli aggiudicatari dei lotti già assegnati al momento in cui erano venuti in scadenza i precedenti affidamenti e di aver ravvisato ragioni di convenienza tali da indurla a disporre una proroga tecnica dei precedenti affidamenti. In questa fase storica (dicembre 2015) la Convenzione non risultava ancora attiva per i lotti aggiudicati all’appellante, il che giustifica la mancata negoziazione con essa;

-   che la proroga tecnica disposta in favore dell’aggiudicatario della Convenzione Ed. 2 era stata limitata al tempo necessario per l’espletamento della nuova gara e che, comunque, l’affidamento aveva ottenuto la registrazione da parte della Corte dei conti nel marzo del 2017.

4.1. Risulta in definitiva adeguatamente dimostrata la maggiore convenienza connessa alla scelta del MIBACT di approvvigionarsi in modo autonomo dei servizi per cui è causa, in tal modo conformandosi in modo adeguato alle prescrizioni di cui al richiamato articolo 1 del decreto-legge n. 95 del 2012.

5. Per le ragioni esposte l’appello in epigrafe deve essere respinto perché - per quanto il ricorso di primo grado fosse ammissibile - la domanda giudiziale è infondata nel merito.

Il Collegio ritiene che la peculiarità e parziale novità delle questioni trattate giustifichi l’integrale compensazione delle spese fra le parti.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), definitivamente pronunciando nel merito sull'appello, come in epigrafe proposto, lo respinge.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 8 marzo 2018 con l'intervento dei magistrati:

Giuseppe Severini,   Presidente

Roberto Giovagnoli,   Consigliere

Claudio Contessa,   Consigliere, Estensore

Valerio Perotti,   Consigliere

Federico Di Matteo,   Consigliere

       
       
L'ESTENSORE      IL PRESIDENTE
Claudio Contessa      Giuseppe Severini
       
       
       
       
       
IL SEGRETARIO

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D.L. 06/07/2012, n. 95
Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario.
Pubblicato nella Gazz. Uff. 6 luglio 2012, n. 156, S.O.
Titolo I

DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE

Art. 1 Riduzione della spesa per l'acquisto di beni e servizi e trasparenza delle procedure

In vigore dal 1 gennaio 2018
1. Successivamente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, i contratti stipulati in violazione dell'articolo 26, comma 3 della legge 23 dicembre 1999, n. 488 ed i contratti stipulati in violazione degli obblighi di approvvigionarsi attraverso gli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip S.p.A. sono nulli, costituiscono illecito disciplinare e sono causa di responsabilità amministrativa. Ai fini della determinazione del danno erariale si tiene anche conto della differenza tra il prezzo, ove indicato, dei detti strumenti di acquisto e quello indicato nel contratto. Le centrali di acquisto regionali, pur tenendo conto dei parametri di qualità e di prezzo degli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip S.p.A., non sono soggette all'applicazione dell'articolo 26, comma 3, della legge 23 dicembre 1999, n. 488. La disposizione del primo periodo del presente comma non si applica alle Amministrazioni dello Stato quando il contratto sia stato stipulato ad un prezzo più basso di quello derivante dal rispetto dei parametri di qualità e di prezzo degli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip S.p.A., ed a condizione che tra l'amministrazione interessata e l'impresa non siano insorte contestazioni sulla esecuzione di eventuali contratti stipulati in precedenza. (9)
[2. All'articolo 2, comma 1-bis, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, è aggiunto in fine il seguente periodo: «I criteri di partecipazione alle gare devono essere tali da non escludere le piccole e medie imprese.». (15) (18) ]

[2-bis. Al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, sono apportate le seguenti modifiche:

a) all'articolo 37, comma 13, sono premesse le seguenti parole: «Nel caso di lavori,»;
b) all'articolo 41, comma 2, è aggiunto in fine il seguente periodo: «Sono illegittimi i criteri che fissano, senza congrua motivazione, limiti di accesso connessi al fatturato aziendale»;
c) all'articolo 75, comma 1, è aggiunto in fine il seguente periodo: «Nel caso di procedure di gara realizzate in forma aggregata da centrali di committenza, l'importo della garanzia è fissato nel bando o nell'invito nella misura massima del 2 per cento del prezzo base»;
d) all'articolo 113, comma 1, dopo il primo periodo, è inserito il seguente: «Fermo rimanendo quanto previsto al periodo successivo nel caso di procedure di gara realizzate in forma aggregata da centrali di committenza, l'importo della garanzia è fissato nel bando o nell'invito nella misura massima del 10 per cento dell'importo contrattuale». (16) (18)
]
3. Le amministrazioni pubbliche obbligate sulla base di specifica normativa ad approvvigionarsi attraverso le convenzioni di cui all'articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488 stipulate da Consip S.p.A. o dalle centrali di committenza regionali costituite ai sensi dell'articolo 1, comma 455, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 possono procedere, qualora la convenzione non sia ancora disponibile e in caso di motivata urgenza, allo svolgimento di autonome procedure di acquisto dirette alla stipula di contratti aventi durata e misura strettamente necessaria e sottoposti a condizione risolutiva nel caso di disponibilità della detta convenzione.
[4. Al comma 3-bis dell'articolo 33 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 è aggiunto infine il seguente periodo: «In alternativa, gli stessi Comuni possono effettuare i propri acquisti attraverso gli strumenti elettronici di acquisto gestiti da altre centrali di committenza di riferimento, ivi comprese le convenzioni di cui all'articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e il mercato elettronico della pubblica amministrazione di cui all'articolo 328 del decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207.». (17) (18) ]

5. (5)
6. Nell'ambito del Mercato elettronico della Pubblica Amministrazione realizzato dal Ministero dell'economia e delle finanze avvalendosi di Consip S.p.A. possono essere istituite specifiche sezioni ad uso delle amministrazioni pubbliche che, a tal fine, stipulino appositi accordi con il Ministero dell'economia e delle finanze e con Consip S.p.A.
7. Fermo restando quanto previsto all'articolo 1, commi 449 e 450, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e all'articolo 2, comma 574, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, quale misura di coordinamento della finanza pubblica, le amministrazioni pubbliche e le società inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi dell'articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, a totale partecipazione pubblica diretta o indiretta, relativamente alle seguenti categorie merceologiche: energia elettrica, gas, carburanti rete e carburanti extra-rete, combustibili per riscaldamento, telefonia fissa e telefonia mobile, sono tenute ad approvvigionarsi attraverso le convenzioni o gli accordi quadro messi a disposizione da Consip S.p.A. e dalle centrali di committenza regionali di riferimento costituite ai sensi dell'articolo 1, comma 455, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, ovvero ad esperire proprie autonome procedure nel rispetto della normativa vigente, utilizzando i sistemi telematici di negoziazione messi a disposizione dai soggetti sopra indicati. La presente disposizione non si applica alle procedure di gara il cui bando sia stato pubblicato precedentemente alla data di entrata in vigore del presente decreto. È fatta salva la possibilità di procedere ad affidamenti, nelle indicate categorie merceologiche, anche al di fuori delle predette modalità, a condizione che gli stessi conseguano ad approvvigionamenti da altre centrali di committenza o a procedure di evidenza pubblica, e prevedano corrispettivi inferiori almeno del 10 per cento per le categorie merceologiche telefonia fissa e telefonia mobile e del 3 per cento per le categorie merceologiche carburanti extra-rete, carburanti rete, energia elettrica, gas e combustibili per il riscaldamento rispetto ai migliori corrispettivi indicati nelle convenzioni e accordi quadro messi a disposizione da Consip SpA e dalle centrali di committenza regionali. Tutti i contratti stipulati ai sensi del precedente periodo devono essere trasmessi all'Autorità nazionale anticorruzione. In tali casi i contratti dovranno comunque essere sottoposti a condizione risolutiva con possibilità per il contraente di adeguamento ai migliori corrispettivi nel caso di intervenuta disponibilità di convenzioni Consip e delle centrali di committenza regionali che prevedano condizioni di maggior vantaggio economico in percentuale superiore al 10 per cento rispetto ai contratti già stipulati. Al fine di concorrere al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica attraverso una razionalizzazione delle spese delle pubbliche amministrazioni riguardanti le categorie merceologiche di cui al primo periodo del presente comma, in via sperimentale, dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2018 non si applicano le disposizioni di cui al terzo periodo del presente comma. La mancata osservanza delle disposizioni del presente comma rileva ai fini della responsabilità disciplinare e per danno erariale. (10) (22)
8. I contratti stipulati in violazione del precedente comma 7 sono nulli, costituiscono illecito disciplinare e sono causa di responsabilità amministrativa; ai fini della determinazione del danno erariale si tiene anche conto della differenza tra il prezzo, ove indicato, degli strumenti di acquisto di cui al precedente comma 7 e quello indicato nel contratto.
9. Con decreti del Ministero dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sono individuate, tenendo conto del grado di standardizzazione dei beni e dei servizi, del livello di aggregazione della relativa domanda, delle caratteristiche del mercato e della rilevanza del valore complessivo stimato ulteriori categorie merceologiche per le quali si applicano i precedenti commi 7 e 8. (23)
10. Le centrali di committenza danno comunicazione al commissario straordinario di cui all'articolo 2 del decreto-legge n. 52 del 2012 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 94 del 2012 ed a Consip S.p.A. dell'avvenuta stipula dei contratti quadro e delle convenzioni. (6)
[11. Il Commissario straordinario di cui all'articolo 2 del decreto-legge n. 52 del 2012 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 94 del 2012 istituisce tramite Consip S.p.A., senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, un elenco delle centrali di committenza. Consip pubblica i dati relativi ai contratti ed alle convenzioni di cui al comma precedente. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell'economia e delle finanze sono stabilite le modalità di attuazione del presente comma. (13) (14) ]

12. L'aggiudicatario delle convenzioni stipulate da Consip S.p.A. e dalle centrali di committenza regionali ai sensi dell'articolo 26, comma 1, della legge 23 dicembre 1999, n. 488 può offrire a Consip S.p.A. e alle centrali di committenza regionali, nel corso della durata della rispettiva convenzione e dei relativi contratti attuativi, una riduzione delle condizioni economiche previste nella convenzione che troverà applicazione nei relativi contratti attuativi stipulati e stipulandi a far data da apposita comunicazione che Consip S.p.A. e le centrali di committenza pubblicano sui relativi portali previa verifica dell'effettiva riduzione.
13. Le amministrazioni pubbliche che abbiano validamente stipulato un autonomo contratto di fornitura o di servizi hanno diritto di recedere in qualsiasi tempo dal contratto, previa formale comunicazione all'appaltatore con preavviso non inferiore a quindici giorni e previo pagamento delle prestazioni già eseguite oltre al decimo delle prestazioni non ancora eseguite, nel caso in cui, tenuto conto anche dell'importo dovuto per le prestazioni non ancora eseguite, i parametri delle convenzioni stipulate da Consip S.p.A. ai sensi dell'articolo 26, comma 1, della legge 23 dicembre 1999, n. 488 successivamente alla stipula del predetto contratto siano migliorativi rispetto a quelli del contratto stipulato e l'appaltatore non acconsenta ad una modifica delle condizioni economiche tale da rispettare il limite di cui all'articolo 26, comma 3 della legge 23 dicembre 1999, n. 488. Ogni patto contrario alla presente disposizione è nullo. Il diritto di recesso si inserisce automaticamente nei contratti in corso ai sensi dell'articolo 1339 c.c., anche in deroga alle eventuali clausole difformi apposte dalle parti. Nel caso di mancato esercizio del detto diritto di recesso l'amministrazione pubblica ne dà comunicazione alla Corte dei conti, entro il 30 giugno di ogni anno, ai fini del controllo successivo sulla gestione del bilancio e del patrimonio di cui all'articolo 3, comma 4, della legge 14 gennaio 1994, n. 20. (11)
14. Fermo restando quanto previsto all'articolo 26, comma 3, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, Consip S.p.A. e le centrali di committenza regionali costituite ai sensi dell'articolo 1, comma 455, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, in caso di esercizio del diritto di recesso dell'aggiudicatario di cui al successivo comma 15, possono stipulare una convenzione di cui all'articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, avente durata fino al 30 giugno 2013, interpellando progressivamente gli operatori economici fino al terzo miglior offerente nelle originarie procedure, a condizione che siano offerte condizioni economiche migliorative tali da determinare il raggiungimento del punteggio complessivo attribuito all'offerta presentata dall'aggiudicatario della relativa procedura. (4)
15. Con riferimento alle convenzioni di cui all'articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, alle quali, alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sia possibile ricorrere, le quantità ovvero gli importi massimi complessivi ivi previsti sono incrementati in misura pari alla quantità ovvero all'importo originario, a decorrere dalla data di esaurimento della convenzione stessa, ove questa intervenga prima del 31 dicembre 2012 e fatta salva la facoltà di recesso dell'aggiudicatario da esercitarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. (4)
16. La durata delle convenzioni di cui al precedente comma 15 è prorogata fino al 30 giugno 2013, a decorrere dalla data di esaurimento della convenzione originaria e solo se a tale data non sia già intervenuta da parte della medesima centrale di committenza la pubblicazione di una procedura di gara per la stipula di una convenzione avente ad oggetto prodotti o servizi analoghi. L'aggiudicatario ha facoltà di recesso, da esercitarsi secondo le modalità di cui al precedente comma 15. (6)
16-bis. Al comma 1 dell'articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «In casi di particolare interesse per l'amministrazione, le convenzioni possono essere stipulate con una o più imprese alle condizioni contrattuali migliorative rispetto a quelle proposte dal miglior offerente». (7)
17. Il Ministero dell'economia e delle finanze per il tramite della Consip S.p.A. cura lo sviluppo e la gestione del sistema informatico di eprocurement realizzato a supporto del Programma di razionalizzazione degli acquisti, anche al fine di garantire quanto previsto al successivo comma 18.
18. Consip S.p.A. può disporre, sulla base di apposite Convenzioni con il Ministero dell'economia e delle finanze, del sistema informatico di eprocurement di cui al comma 17 per l'effettuazione delle procedure che la medesima svolge in qualità di centrale di committenza a favore delle pubbliche amministrazioni nonché per le ulteriori attività che la medesima svolge in favore delle pubbliche amministrazioni, anche ai sensi del successivo comma 19. Il Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento dell'amministrazione generale, del personale e dei servizi, stipula apposite intese con le amministrazioni che intendano avvalersi del sistema informatico di e-procurement di cui al comma 17, per l'effettuazione delle procedure per le quali viene utilizzata la Consip S.p.A. in qualità di centrale di committenza. (6)
19. Al fine di migliorare l'efficienza, la rapidità e la trasparenza dei processi di dismissione nonché diminuirne i relativi costi, il Ministero dell'economia e delle finanze, avvalendosi di Consip S.p.A., realizza un Programma per l'efficientamento delle procedure di dismissione di beni mobili ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2001, n. 189, del decreto del Presidente della Repubblica 4 settembre 2002, n. 254 e del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 e della normativa vigente, anche mediante l'impiego di strumenti telematici. (6) (20)
20. Nell'ambito delle risorse derivanti dalle procedure di alienazione di cui al precedente comma, con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze di natura non regolamentare da emanarsi entro 90 giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, sono stabilite le modalità di finanziamento del Programma senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica nonché le modalità di versamento di dette somme all'entrata del bilancio dello Stato per la riassegnazione ai pertinenti programmi dello stato di previsione dei Ministeri interessati di una quota pari ad almeno l'80% dei proventi delle dismissioni, per la destinazione a progetti innovativi dell'amministrazione che effettua la dismissione. (21)
21. Le amministrazioni centrali dello Stato assicurano a decorrere dall'anno 2012 una riduzione delle spese per acquisto di beni e servizi. Una quota di tale riduzione è rapportata, tenendo conto delle analisi della spesa effettuate dal commissario straordinario di cui all'articolo 2 del decreto-legge n. 52 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 94 del 2012, agli eccessi di costo registrati da ciascuna amministrazione dello Stato rispetto al valore mediano dei costi per acquisti di beni e servizi del complesso dei Ministeri calcolato per singola voce del piano dei conti, desumibile dai dati del sistema di contabilità economica analitica delle amministrazioni centrali dello Stato. La conseguente riduzione delle spese di ciascun Ministero è determinata secondo gli importi indicati nell'allegato 1 del presente decreto. I predetti importi sono accantonati e resi indisponibili nei singoli stati di previsione della spesa di ciascun Ministero relativamente alle dotazioni di competenza e cassa. Gli accantonamenti sono effettuati in relazione alle disponibilità finanziarie dei capitoli interessati. (6)
22. Entro il 10 settembre i Ministri competenti possono proporre una differente ripartizione della riduzione loro assegnata nell'ambito degli stanziamenti relativi alle spese di cui al comma 21.
23. Agli enti del servizio sanitario nazionale non si applicano le disposizioni di cui al presente articolo, salvo quanto previsto dal comma 24. (6)
24. All'articolo 16, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dopo la lettera l-bis) sono aggiunte le seguenti:
«l-ter) forniscono le informazioni richieste dal soggetto competente per l'individuazione delle attività nell'ambito delle quali è più elevato il rischio corruzione e formulano specifiche proposte volte alla prevenzione del rischio medesimo;
l-quater) provvedono al monitoraggio delle attività nell'ambito delle quali è più elevato il rischio corruzione svolte nell'ufficio a cui sono preposti, disponendo, con provvedimento motivato, la rotazione del personale nei casi di avvio di procedimenti penali o disciplinari per condotte di natura corruttiva».
25. All'articolo 11, comma 12, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, le parole: ."Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato." sono sostituite dalle seguenti: ."Dipartimento dell'amministrazione generale, del personale e dei servizi.".
26. Il Ministero della giustizia adotta misure volte alla razionalizzazione, rispettivamente, dei costi dei servizi di intercettazione telefonica, in modo da assicurare risparmi non inferiori a 25 milioni di euro per l'anno 2012 e a euro 40 milioni a decorrere dall'anno 2013, della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari, in termini di minori contributi ai comuni per le spese di funzionamento dei suddetti uffici, assicurando risparmi non inferiori ad euro 30 milioni per l'anno 2012 e a euro 70 milioni a decorrere dall'anno 2013, nonché delle procedure di acquisto dei beni e servizi, ivi inclusi quelli relativi al personale del corpo di polizia penitenziaria, assicurando risparmi non inferiori per euro 5 milioni per l'anno 2012 e a euro 10 milioni a decorrere dall'anno 2013. I predetti risparmi concorrono al raggiungimento degli obiettivi di cui al comma 21. (6)
26-bis. Al fine di concorrere alla riduzione degli oneri complessivi a carico dello Stato, i costi unitari per la manutenzione di beni e servizi, hardware e software, praticati da fornitori terzi, sono ridotti almeno del 10 per cento per il triennio 2013-2015 rispetto alle condizioni di miglior favore praticate dagli stessi fornitori a Sogei S.p.A. ovvero a Consip S.p.A. nell'anno 2011, anche mediante la rinegoziazione di contratti già stipulati. Nello stesso periodo i costi unitari per l'acquisizione di componenti ed apparecchiature hardware, le cui caratteristiche tecniche dovranno essere non inferiori a quelle acquisite nell'anno 2011, nonché per la manutenzione di beni e servizi da effettuare prioritariamente da imprese locali ove possibile, e di prodotti software, sono ridotti almeno del 5 per cento. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, sono stabilite, sulla base dei costi standardizzati di cui all'articolo 7, comma 4, lettera c), del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, le modalità di attuazione del presente comma. (12)
26-ter. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e fino al pagamento dei contributi già concessi alla medesima data e non ancora erogati ai beneficiari è sospesa la concessione dei contributi di cui agli articoli 35 e 37 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni. ( [8)] (19)
(4) Comma così sostituito dalla legge di conversione 7 agosto 2012, n. 135.

(5) Con Comunicato 9 luglio 2012, pubblicato nella G.U. 9 luglio 2012, n. 158, si rende noto che il comma 5 è stato pubblicato per mero errore informatico, pertanto deve ritenersi non pubblicato.

(6) Comma così modificato dalla legge di conversione 7 agosto 2012, n. 135.

(7) Comma inserito dalla legge di conversione 7 agosto 2012, n. 135.

( [8)] Comma aggiunto dalla legge di conversione 7 agosto 2012, n. 135 e, successivamente, così modificato dall'art. 1, comma 77, L. 24 dicembre 2012, n. 228, a decorrere dal 1° gennaio 2013.

(9) Comma così modificato dalla legge di conversione 7 agosto 2012, n. 135 e, successivamente, dall'art. 1, comma 154, L. 24 dicembre 2012, n. 228, a decorrere dal 1° gennaio 2013.

(10) Comma sostituito dalla legge di conversione 7 agosto 2012, n. 135 e, successivamente, così modificato dall'art. 1, comma 151, L. 24 dicembre 2012, n. 228, a decorrere dal 1° gennaio 2013, dall'art. 1, comma 494, L. 28 dicembre 2015, n. 208, a decorrere dal 1° gennaio 2016, e, successivamente, dall'art. 1, comma 417, L. 27 dicembre 2017, n. 205, a decorrere dal 1° gennaio 2018.

(11) Comma così modificato dall'art. 1, comma 153, L. 24 dicembre 2012, n. 228, a decorrere dal 1° gennaio 2013.

(12) Comma aggiunto dalla legge di conversione 7 agosto 2012, n. 135 e, successivamente, così modificato dall'art. 1, comma 156, L. 24 dicembre 2012, n. 228, a decorrere dal 1° gennaio 2013.

(13) Comma così modificato dalla legge di conversione 7 agosto 2012, n. 135.

(14) Comma abrogato dall'art. 2, comma 1, e dall'allegato 1 al D.Lgs. 22 gennaio 2016, n. 10, a decorrere dal 29 gennaio 2016, ai sensi di quanto disposto dall'art. 3, comma 1 del medesimo D.Lgs. n. 10/2016.

(15) Comma così sostituito dalla legge di conversione 7 agosto 2012, n. 135.

(16) Comma inserito dalla legge di conversione 7 agosto 2012, n. 135.

(17) Comma così modificato dalla legge di conversione 7 agosto 2012, n. 135.

(18) Comma abrogato dall'art. 217, comma 1, lett. ee), D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, a decorrere dal 19 aprile 2016, ai sensi di quanto disposto dall'art. 220 del medesimo D.Lgs. n. 50/2016.

(19) Per l'abrogazione del presente comma, a decorrere dal 1° gennaio 2019, vedi l'art. 1, comma 314, L. 27 dicembre 2017, n. 205.

(20) Vedi, anche, il D.M. 22 dicembre 2014.

(21) In attuazione di quanto disposto dal presente comma vedi il D.M. 22 dicembre 2014.

(22) Vedi, anche, il D.M. 22 dicembre 2015.

(23) In attuazione di quanto disposto dal presente comma vedi, per la categoria merceologica dei buoni pasto, il D.M. 22 dicembre 2015.