PARTECIPAZIONE: Opere soggette a dibattito pubblico - DPCM 76/2018

PARTECIPAZIONE: Opere soggette a dibattito pubblico - DPCM 76/2018

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 10 maggio 2018, n. 76

Regolamento recante modalita'  di  svolgimento,  tipologie  e  soglie
dimensionali delle opere sottoposte a dibattito pubblico. (18G00101)
(GU n.145 del 25-6-2018)
  Vigente al: 24-8-2018   
 
 
 
                            IL PRESIDENTE
                     DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
 
  Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988,  n.  400,
recante disciplina dell'attivita'  di  Governo  e  ordinamento  della
Presidenza del Consiglio dei ministri;
  Visto il decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, recante  codice
dei contratti pubblici, come  modificato  ed  integrato  dal  decreto
legislativo 19 aprile 2017, n. 56, recante disposizioni integrative e
correttive al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50;
  Visto l'articolo 22, comma 2, del predetto  codice  che  stabilisce
che con  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  su
proposta del Ministro delle infrastrutture e dei  trasporti,  sentiti
il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare  e
il Ministro dei beni e  delle  attivita'  culturali  e  del  turismo,
previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, in relazione
ai nuovi interventi avviati dopo la data di  entrata  in  vigore  del
medesimo decreto, sono fissati i criteri per  l'individuazione  delle
opere  di  cui  al  comma  1,  distinte  per   tipologia   e   soglie
dimensionali, per le quali e' obbligatorio il ricorso alla  procedura
di dibattito pubblico, e  sono  altresi'  definiti  le  modalita'  di
svolgimento e il termine di conclusione della medesima procedura;
  Considerato che il richiamato articolo 22, comma 2, prevede che con
il  medesimo  decreto  sono,  altresi',  stabilite  le  modalita'  di
monitoraggio sull'applicazione dell'istituto del dibattito pubblico e
che a tal fine e' istituita,  senza  oneri  a  carico  della  finanza
pubblica, una commissione presso il Ministero delle infrastrutture  e
dei  trasporti,  con  il  compito   di   raccogliere   e   pubblicare
informazioni  sui  dibattiti  pubblici  in  corso  di  svolgimento  o
conclusi  e  di  proporre  raccomandazioni  per  lo  svolgimento  del
dibattito pubblico sulla base dell'esperienza maturata;
  Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152,  recante  norme
in materia ambientale, ed in particolare l'articolo 23;
  Visto il decreto legislativo 29  dicembre  2011,  n.  228,  recante
attuazione dell'articolo 30, comma 9, lettere a), b), c) e d),  della
legge 31 dicembre 2009, n.  196,  in  materia  di  valutazione  degli
investimenti  relativi  ad  opere  pubbliche,   ed   in   particolare
l'articolo 8;
  Acquisito il parere della Conferenza unificata, di cui all'articolo
8 del decreto legislativo 28 agosto  1997,  n.  281,  espresso  nelle
sedute del 14 dicembre 2017 e del 21 dicembre 2017;
  Udito il parere del Consiglio di Stato espresso  dalla  Commissione
speciale, nell'adunanza del 7 febbraio 2018;
  Acquisito il parere della competente commissione della  Camera  dei
deputati;
  Considerato  che  la  competente  commissione  del   Senato   della
Repubblica non ha espresso parere nel termine prescritto;
  Sulla proposta del Ministro delle infrastrutture e  dei  trasporti,
sentiti il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del
mare e il Ministro  dei  beni  e  delle  attivita'  culturali  e  del
turismo;
 
                               Adotta
                      il seguente regolamento:
 
                               Art. 1
 
 
                               Oggetto
 
  1. I progetti di fattibilita', ovvero i documenti  di  fattibilita'
delle alternative progettuali delle opere, di cui all'Allegato 1, che
costituisce parte integrante del presente decreto,  sono  sottoposti,
nei casi individuati dal presente decreto, a dibattito pubblico.
                               Art. 2
 
 
                             Definizioni
 
  1. Ai fini del presente decreto, si intende per:
  a) dibattito pubblico: il processo di informazione,  partecipazione
e confronto pubblico sull'opportunita', sulle  soluzioni  progettuali
di opere, su progetti o interventi di cui all'Allegato 1;
  b) codice:  il  decreto  legislativo  18  aprile  2016,  n.  50,  e
successive modificazioni, recante codice dei contratti pubblici.
                               Art. 3
 
 
                       Ambito di applicazione
 
  1. Sono soggette a dibattito pubblico, ai sensi  dell'articolo  22,
comma 1, del codice, le  opere  rientranti  nelle  tipologie  di  cui
all'Allegato 1.
  2. I parametri di riferimento delle soglie dimensionali delle opere
inserite nell'Allegato 1 sono ridotti del cinquanta per cento  se  si
tratta, con riferimento a particolari esigenze  di  salvaguardia,  di
interventi ricadenti, anche in parte:
  a) su beni del patrimonio culturale e naturale iscritti nella Lista
del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO, ai sensi  della  Conferenza  sul
Patrimonio Mondiale del 1977;
  b) nella zona tampone come definita  nelle  Linee  Guida  Operative
emanate dell'UNESCO;
  c) nei parchi nazionali e regionali e nelle aree marine protette.
  3. Per le opere di cui all'Allegato 1, di importo compreso  tra  la
soglia ivi indicata e due  terzi  della  medesima,  l'amministrazione
aggiudicatrice o l'ente aggiudicatore indice il dibattito pubblico su
richiesta:
  a) della Presidenza del Consiglio  dei  ministri  o  dei  Ministeri
direttamente interessati alla realizzazione dell'opera;
  b) di un Consiglio regionale o di una Provincia  o  di  una  Citta'
metropolitana o di un comune capoluogo di provincia  territorialmente
interessati dall'intervento;
  c)  di  uno  o  piu'  consigli  comunali  o  di  unioni  di  comuni
territorialmente  interessati  dall'intervento,  se  complessivamente
rappresentativi di almeno 100.000 abitanti;
  d) di almeno 50.000 cittadini elettori  nei  territori  in  cui  e'
previsto l'intervento;
  e) di almeno un terzo dei cittadini elettori per gli interventi che
interessano le isole con non  piu'  di  100.000  abitanti  e  per  il
territorio di comuni di montagna.
  4. L'amministrazione aggiudicatrice  o  l'ente  aggiudicatore  puo'
indire su propria iniziativa il dibattito pubblico quando  ne  rileva
l'opportunita'.
  5. Non si effettua il dibattito pubblico:
  a) per le opere realizzate con le procedure previste dagli articoli
159 e 163 del  codice  e  per  quelle  di  difesa  nazionale  di  cui
all'articolo 233 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66;
  b)  per  interventi  di  manutenzione  ordinaria  e  straordinaria,
restauri, adeguamenti tecnologici e completamenti;
  c)  per  le  opere  gia'  sottoposte  a  procedure  preliminari  di
consultazione pubblica sulla base del regolamento (UE) n. 347 del  17
aprile 2013, ovvero di altra norma europea.
                               Art. 4
 
 
           Commissione nazionale per il dibattito pubblico
 
  1. Ai sensi dell'articolo 22, comma 2, del codice, con decreto  del
Ministro delle infrastrutture  e  dei  trasporti  da  emanarsi  entro
quindici giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
e' istituita presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
la Commissione  nazionale  per  il  dibattito  pubblico,  di  seguito
denominata Commissione, cosi' composta:
  a) due rappresentanti, di  cui  uno  con  funzioni  di  Presidente,
designati dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti;
  b) tre rappresentanti designati dal Presidente  del  Consiglio  dei
ministri;
  c) cinque rappresentanti ciascuno designato,  rispettivamente,  dal
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,  dal
Ministro dello sviluppo economico, dal  Ministro  dei  beni  e  delle
attivita' culturali e del turismo, dal Ministro della giustizia e dal
Ministro della salute;
  d) cinque rappresentanti nominati dalla  Conferenza  Unificata,  di
cui due  in  rappresentanza  delle  regioni,  uno  dall'Unione  delle
Province  d'Italia  e  due  dall'Associazione  Nazionale  dei  Comuni
Italiani.
  2. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti puo'  nominare,
su proposta della Commissione,  sino  a  tre  esperti  competenti  in
materia di mediazione  dei  conflitti,  progettazione  partecipata  e
dibattito pubblico, che prendono parte ai  lavori  della  Commissione
senza diritto di voto. La Commissione  puo'  avvalersi,  senza  alcun
onere di qualsiasi  natura,  del  supporto  dei  dipartimenti,  della
Struttura tecnica di missione e delle societa' in house del Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti.
  3.  L'incarico  dei  componenti   della   Commissione   ha   durata
quinquennale, e' rinnovabile  una  sola  volta  e  decade,  comunque,
decorso il quinto  anno  dal  primo  insediamento  della  Commissione
medesima.
  4. Ai sensi di quanto  previsto  dall'articolo  22,  comma  2,  del
codice, per la partecipazione alle attivita' della Commissione, senza
distinzione  per  provenienza  dei  partecipanti,  non  sono   dovuti
compensi,  gettoni,  emolumenti,  indennita'  o  rimborsi  di   spese
comunque denominati.
  5. La Commissione, con proprio regolamento interno,  stabilisce  le
proprie  modalita'  di  funzionamento,  nonche'   le   modalita'   di
collaborazione per lo svolgimento delle attivita' di cui ai commi 7 e
8, entro e non oltre trenta giorni decorrenti dalla  data  della  sua
istituzione.
  6. La Commissione in particolare:
  a) monitora il corretto svolgimento della  procedura  di  dibattito
pubblico e il rispetto della partecipazione del pubblico, nonche'  la
necessaria informazione durante la procedura;
  b) propone raccomandazioni di carattere generale o metodologico per
il corretto svolgimento del dibattito pubblico;
  c) garantisce che sia  data  idonea  e  tempestiva  pubblicita'  ed
informazione, anche attraverso la pubblicazione su  apposita  sezione
del sito internet del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti,
in ordine alle determinazioni adottate  per  il  funzionamento  della
Commissione, alle modalita' della procedura del  dibattito  pubblico,
ai pareri resi, alla documentazione tecnica riguardante  l'intervento
oggetto  del  dibattito   pubblico   nonche'   ai   risultati   delle
consultazioni in corso o concluse;
  d) organizza le attivita' di cui alle lettere a)  e  c)  a  livello
territoriale, con il coinvolgimento attivo  degli  enti  territoriali
interessati  dalla  realizzazione  dell'opera  che   segnalano   alla
Commissione eventuali criticita' relative alle modalita' operative  e
tecniche di svolgimento del dibattito pubblico e collaborano al  fine
di individuare le soluzioni migliori per le comunita' locali;
  e) presenta al Governo e  alle  Camere,  entro  il  30  giugno  con
cadenza biennale, una relazione sulle risultanze delle  attivita'  di
monitoraggio  svolte  nel   biennio   precedente,   evidenziando   le
criticita' emerse nel corso  delle  procedure  di  dibattito  svolte,
suggerendo, altresi', soluzioni finalizzate  ad  eliminare  eventuali
squilibri  nella  partecipazione  nonche'  a  promuovere   forme   di
contraddittorio quali momenti di interazione costruttiva.
  7. Per le attivita' istruttorie, nel caso  di  opere  di  interesse
nazionale o sovra regionale, la Commissione si  avvale  del  supporto
tecnico-amministrativo delle strutture dell'amministrazione  centrale
competente  nella  materia  oggetto  dell'intervento.  Il   personale
coinvolto mantiene la dipendenza funzionale  dall'amministrazione  di
appartenenza.
  8. Per le attivita' istruttorie, nel caso  di  opere  di  interesse
regionale,    la    Commissione    si     avvale     del     supporto
tecnico-amministrativo degli uffici regionali  allo  specifico  scopo
individuati.
                               Art. 5
 
 
                  Indizione del dibattito pubblico
 
  1.  L'amministrazione   aggiudicatrice   o   l'ente   aggiudicatore
individua, secondo i propri ordinamenti,  il  soggetto  titolare  del
potere di indire il dibattito  pubblico  che  si  svolge  nelle  fasi
iniziali  di  elaborazione  di  un  progetto  di  un'opera  o  di  un
intervento, in relazione ai contenuti del  progetto  di  fattibilita'
ovvero del documento di fattibilita' delle  alternative  progettuali.
Esso non puo' svolgersi, nei casi di cui all'articolo 3, commi 3 e 4,
oltre l'avvio della progettazione definitiva.
  2. Il dibattito pubblico ha una durata massima di  quattro  mesi  a
decorrere  dalla  pubblicazione  del  dossier  di  progetto,  di  cui
all'articolo 7, comma 1, lettera a). Su proposta del coordinatore del
dibattito pubblico, di cui all'articolo 6, il titolare del potere  di
indire il dibattito pubblico puo' prorogarne la durata  di  ulteriori
due mesi in caso di comprovata necessita'.
  3. Ai fini di cui al comma 1,  l'amministrazione  aggiudicatrice  o
l'ente aggiudicatore provvede  a  trasmettere  alla  Commissione  una
comunicazione, con allegato il progetto  di  fattibilita'  ovvero  il
documento di fattibilita' delle alternative progettuali, che:
  a) contiene l'intenzione di avviare la  procedura,  la  descrizione
degli  obiettivi  e  le  caratteristiche  del  progetto  adottate  in
coerenza con le indicazioni delle  linee  guida  per  la  valutazione
degli   investimenti   pubblici   emanate   dal    Ministero    delle
infrastrutture e dei trasporti o dai Ministeri competenti,  ai  sensi
dell'articolo 8 del decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 228;
  b) indica uno o piu' soggetti che la rappresenti in tutte  le  fasi
del procedimento di dibattito pubblico.
  4.  L'amministrazione   aggiudicatrice   o   l'ente   aggiudicatore
comunicano  alla  Commissione  e  alle  amministrazioni  territoriali
interessate l'indizione del procedimento del dibattito  pubblico  per
la tempestiva pubblicazione, da effettuarsi entro e non  oltre  sette
giorni dalla richiesta, sul sito internet della  Commissione  di  cui
all'articolo  4,  comma  6,  lettera  c),  nonche'  sui  siti   delle
amministrazioni locali interessate dall'intervento.
  5. L'amministrazione aggiudicatrice o  l'ente  aggiudicatore  entro
novanta giorni dalla comunicazione di cui al comma  3,  e'  tenuta  a
pubblicare, sui siti di cui al comma 4, il dossier di progetto di cui
all'articolo 7, comma 1, lettera a).
                               Art. 6
 
 
                 Coordinatore del dibattito pubblico
                         e relativi compiti
 
  1.  L'amministrazione  aggiudicatrice  o  l'ente  aggiudicatore  si
avvale, per la progettazione e la gestione  del  dibattito  pubblico,
della collaborazione del coordinatore del dibattito pubblico.
  2. Il coordinatore  del  dibattito  pubblico  svolge  le  attivita'
affidategli con responsabilita' e autonomia professionale.
  3. Il  coordinatore  del  dibattito  pubblico  e'  individuato,  su
richiesta    dell'amministrazione    aggiudicatrice    o    dell'ente
aggiudicatore, dal  Ministero  competente  per  materia  tra  i  suoi
dirigenti. Se l'amministrazione aggiudicatrice o l'ente aggiudicatore
e' un Ministero, il coordinatore e' designato  dalla  Presidenza  del
Consiglio   dei   ministri   tra   i   dirigenti   delle    pubbliche
amministrazioni estranei al  Ministero  interessato.  In  assenza  di
dirigenti pubblici in possesso dei requisiti di cui al  comma  4,  il
coordinatore    puo'    essere    individuato    dall'amministrazione
aggiudicatrice o dall'ente aggiudicatore mediante procedura di cui al
codice, configurandosi come appalto di servizi.
  4. Il  coordinatore  del  dibattito  pubblico  e'  individuato  tra
soggetti di comprovata esperienza  e  competenza  nella  gestione  di
processi  partecipativi,  ovvero  nella  gestione  ed  esecuzione  di
attivita'   di   programmazione   e   pianificazione    in    materia
infrastrutturale, urbanistica, territoriale e socio-economica.
  5. Non possono assumere l'incarico di  coordinatore  del  dibattito
pubblico i soggetti residenti o domiciliati  nel  territorio  di  una
Provincia o di una  Citta'  metropolitana  ove  la  stessa  opera  e'
localizzata.
  6. Il coordinatore del dibattito pubblico:
  a) progetta le modalita' di svolgimento del dibattito  pubblico  ed
elabora, entro un mese dal conferimento dell'incarico,  il  documento
di progetto del dibattito pubblico, stabilendo i temi di discussione,
il calendario degli incontri  e  le  modalita'  di  partecipazione  e
comunicazione al pubblico;
  b) valuta, ed eventualmente richiede, per una sola volta  ed  entro
quindici giorni dalla sua  ricezione,  integrazioni  e  modifiche  al
dossier di progetto di cui all'articolo 7, comma 1, lettera a);
  c) favorisce il confronto tra tutti i partecipanti al  dibattito  e
fa emergere le posizioni in campo, anche attraverso il contributo  di
esperti, evitando che ci siano posizioni non rappresentate;
  d) in modo oggettivo e trasparente, definisce e attua il  piano  di
comunicazione  e  informazione  al  pubblico   ed   e'   responsabile
dell'organizzazione e  degli  aggiornamenti  del  sito  internet  del
dibattito pubblico;
  e) segnala alla  Commissione,  di  cui  all'articolo  4,  eventuali
anomalie nello svolgimento  del  dibattito  pubblico  e  sensibilizza
l'amministrazione aggiudicatrice o l'ente aggiudicatore  al  rispetto
dei tempi di svolgimento della procedura;
  f) redige la relazione conclusiva del  dibattito  pubblico  di  cui
all'articolo 9, comma 1.
                               Art. 7
 
 
Funzioni e compiti dell'amministrazione  aggiudicatrice  o  dell'ente
                            aggiudicatore
 
  1. L'amministrazione aggiudicatrice o l'ente aggiudicatore provvede
a:
  a)  elaborare  il  dossier  di  progetto  dell'opera,  scritto   in
linguaggio chiaro e comprensibile, in cui e' motivata  l'opportunita'
dell'intervento e sono descritte le soluzioni  progettuali  proposte,
comprensive delle valutazioni degli impatti  sociali,  ambientali  ed
economici, in coerenza con le linee guida di cui all'articolo  8  del
decreto legislativo del 29 dicembre 2011, n. 228;
  b) fornire le informazioni sull'intervento  e,  ove  significativo,
sulle alternative progettuali esaminate nella prima fase del progetto
di fattibilita';
  c) partecipare in  modo  attivo  agli  incontri  e  alle  attivita'
previste dal dibattito pubblico e fornire il supporto necessario  per
rispondere ai quesiti emersi nel corso del dibattito pubblico;
  d) valutare  i  risultati  e  le  proposte  emersi  nel  corso  del
dibattito pubblico  e  redigere  un  dossier  conclusivo  in  cui  si
evidenzia la volonta' o meno di realizzare l'intervento, le eventuali
modifiche da apportare al progetto e le ragioni che hanno condotto  a
non accogliere eventuali proposte;
  e) sostenere  i  costi  relativi  allo  svolgimento  del  dibattito
pubblico, previsti negli oneri della progettazione dell'intervento di
cui all'articolo 23, comma 11, del codice.
                               Art. 8
 
 
                 Svolgimento del dibattito pubblico
 
  1. Il dibattito  pubblico  si  avvia  con  la  presentazione  e  la
contestuale    pubblicazione    sul     sito     dell'amministrazione
aggiudicatrice o dell'ente  aggiudicatore  del  dossier  di  progetto
dell'opera, di cui all'articolo 7,  comma  1,  lettera  a).  Da  tale
momento decorrono  i  termini  previsti  dall'articolo  5,  comma  2.
L'avvio del dibattito pubblico e' pubblicato contestualmente sul sito
internet della Commissione di cui all'articolo 4,  comma  6,  lettera
c), sul sito del dibattito pubblico di cui all'articolo 6,  comma  6,
lettera d), nonche' sui siti delle amministrazioni locali interessate
dall'intervento.
  2. Il dibattito pubblico, organizzato e gestito in  relazione  alle
caratteristiche dell'intervento  e  alle  peculiarita'  del  contesto
sociale e  territoriale  di  riferimento,  consiste  in  incontri  di
informazione, approfondimento, discussione e gestione dei  conflitti,
in  particolare  nei  territori  direttamente  interessati,  e  nella
raccolta di proposte e posizioni da parte di cittadini, associazioni,
istituzioni.
                               Art. 9
 
 
                 Conclusione del dibattito pubblico
 
  1. Nei trenta giorni successivi alla scadenza del  termine  di  cui
all'articolo 5, comma  2,  il  coordinatore  del  dibattito  pubblico
presenta all'amministrazione aggiudicatrice o all'ente aggiudicatore,
nonche'  alla  Commissione  di  cui  all'articolo  4,  una  relazione
conclusiva sull'andamento dell'intera procedura che contiene:
  a) la descrizione delle attivita' svolte nel  corso  del  dibattito
pubblico,  comprensiva  delle  indicazioni  circa  il  numero   degli
incontri e dei partecipanti, le modalita' di gestione  e  l'andamento
degli  incontri,  gli  strumenti  di  comunicazione  utilizzati,   le
statistiche  di  accesso  e  consultazione  del  sito  internet   del
dibattito pubblico;
  b)  la  sintesi  dei  temi,  in  modo  imparziale,  trasparente   e
oggettivo, delle posizioni e delle  proposte  emerse  nel  corso  del
dibattito;
  c)  la  descrizione   delle   questioni   aperte   e   maggiormente
problematiche  rispetto  alle  quali  si  chiede  all'amministrazione
aggiudicatrice o all'ente aggiudicatore  di  prendere  posizione  nel
dossier conclusivo, di cui all'articolo 7, comma 1, lettera d).
  2. L'amministrazione aggiudicatrice o l'ente  aggiudicatore,  entro
due mesi successivi dalla ricezione della relazione di cui  al  comma
1, presenta il proprio dossier conclusivo,  di  cui  all'articolo  7,
comma 1, lettera d), anche ai fini di cui all'articolo 22,  comma  4,
del codice. Il dibattito pubblico si conclude  con  la  presentazione
del dossier conclusivo da parte dell'amministrazione aggiudicatrice o
dell'ente aggiudicatore.
  3. La relazione conclusiva del coordinatore del dibattito  pubblico
e' allegata al dossier conclusivo dell'amministrazione aggiudicatrice
o dell'ente aggiudicatore di cui costituisce parte integrante.
  4. L'amministrazione aggiudicatrice o l'ente aggiudicatore  tengono
conto del dossier conclusivo nelle successive fasi e procedure di cui
all'articolo 22, comma 4, del codice.
  5. I risultati delle consultazioni svolte nell'ambito del dibattito
pubblico   sono   pubblicati   sul   sito    della    amministrazione
aggiudicatrice o dell'ente aggiudicatore, sul sito della  Commissione
di cui all'articolo 4, nonche' sui siti delle amministrazioni  locali
interessate dall'intervento.
  6. Ai sensi dell'articolo 23, comma  1,  lettera  g),  del  decreto
legislativo 3 aprile 2006, n.  152,  e  successive  modificazioni,  i
risultati di cui  al  comma  5  sono  trasmessi  dall'amministrazione
aggiudicatrice o dall'ente aggiudicatore all'autorita' competente per
la presentazione dell'istanza di valutazione di impatto ambientale.
                               Art. 10
 
 
                  Disposizioni transitorie e finali
 
  1. Il presente decreto si applica alle opere di cui all'Allegato  1
per  le  quali  il  provvedimento,  o  la  determina   a   contrarre,
dell'affidamento  dell'incarico  di   redazione   del   progetto   di
fattibilita' tecnico-economica e' stato adottato successivamente alla
data della sua entrata in vigore. Se il provvedimento, o la determina
a contrarre, sono adottati prima della data di entrata in vigore  del
presente decreto, e' consentita l'indizione volontaria del  dibattito
pubblico, di cui all'articolo 3, comma 4.
  2. Nelle more dell'entrata in vigore del decreto del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti di cui all'articolo 23, comma  3,  del
codice, il dibattito pubblico si svolge, in relazione alle opere  per
cui non sia stato predisposto  il  documento  di  fattibilita'  delle
alternative progettuali, con riferimento al progetto di  fattibilita'
ovvero al progetto preliminare.
  3. Il presente decreto entra  in  vigore  decorsi  sessanta  giorni
dalla sua pubblicazione nella  Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblica
italiana.
  4. Entro due anni dalla data di  entrata  in  vigore  del  presente
decreto  la  Commissione   di   cui   all'articolo   4,   a   seguito
dell'attivita' di monitoraggio  previste  all'articolo  4,  comma  6,
lettere a) ed e), propone al  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei
trasporti disposizioni integrative e correttive del presente  decreto
da adottarsi con le procedure previste dall'articolo 22, comma 2, del
codice.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
 
    Roma, 10 maggio 2018
 
                                                p. Il Presidente     
                                           del Consiglio dei ministri
                                                     Boschi           
 
Il Ministro delle infrastrutture
         e dei trasporti         
             Delrio             
 
 
Visto, il Guardasigilli: Orlando

Registrato alla Corte dei conti il 4 giugno 2018
Ufficio controllo atti Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
e del Ministero dell'ambiente, della  tutela  del  territorio  e  del
mare, reg. n. 1, foglio n. 1824
                                                           Allegato 1
 
                                                (articolo 1, comma 1)
     
 
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|         TIPOLOGIE DI OPERE         |     SOGLIE DIMENSIONALI      |
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|                                    |   Opere che comportano una   |
|                                    |   lunghezza del tracciato    |
|  Autostrade e strade extraurbane   | superiore a 15 km e comunque |
|  principali. Strade extraurbane a  |con un valore di investimento |
|quattro o piu' corsie o adeguamento |pari o superiore a 500 milioni|
| di strade extraurbane esistenti a  | di euro al netto di IVA del  |
|due corsie per renderle a quattro o |   complesso dei contratti    |
|            piu' corsie.            |          previsti.           |
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|                                    |   Opere che comportano una   |
|                                    |   lunghezza del tracciato    |
|                                    | superiore a 30 km e comunque |
|                                    |con un valore di investimento |
|                                    |  superiore a 500 milioni di  |
|                                    |   euro al netto di IVA del   |
|Tronchi ferroviari per il traffico a|   complesso dei contratti    |
|          grande distanza.          |          previsti.           |
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|                                    |  Opere che riguardano nuovi  |
|                                    |terminali passeggeri o merci, |
|                                    |o nuove piste di atterraggio e|
|                                    |  decollo superiori ai 1.500  |
|                                    |metri di lunghezza e comunque |
|                                    |con un valore di investimento |
|                                    | complessivo superiore a 200  |
|                                    | milioni di euro al netto di  |
|                                    |    IVA del complesso dei     |
|             Aeroporti.             |     contratti previsti.      |
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|Porti marittimi commerciali, nonche'|                              |
|   vie navigabili e porti per la    |                              |
| navigazione interna accessibili a  |                              |
|  navi di stazza superiore a 1.350  |                              |
|tonnellate. Terminali marittimi, da |                              |
|intendersi quali moli, pontili, boe |   Opere che comportano una   |
| galleggianti, isole a mare per il  |    superficie interessata    |
|  carico e lo scarico dei prodotti  | dall'intervento superiore a  |
|   collegati con la terraferma e    |   150 ha e comunque con un   |
|  l'esterno dei porti, che possono  |    valore di investimento    |
|accogliere navi di stazza superiore | complessivo superiore a 200  |
|  a 1.350 tonnellate, comprese le   | milioni di euro al netto di  |
|      attrezzature e le opere       |    IVA del complesso dei     |
|      funzionalmente connesse.      |     contratti previsti.      |
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|                                    |Opere che comportano un valore|
|                                    | di investimento complessivo  |
|                                    |  superiore ai 50 milioni di  |
|Interventi per la difesa del mare e |    euro del complesso dei    |
|            delle coste.            |     contratti previsti.      |
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|                                    |Opere off-shore che comportano|
|                                    |  un valore di investimento   |
|                                    | complessivo superiore ai 150 |
|Piattaforme di lavaggio delle acque |milioni di euro del complesso |
|       di zavorra delle navi.       |   dei contratti previsti.    |
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|Interporti finalizzati al trasporto |                              |
|         merci e in favore          |                              |
|  dell'intermodalita' di cui alla   |                              |
|   legge 4 agosto 1990, n. 240 e    |                              |
|   successive modifiche, comunque   |  Opere che comportano costi  |
| comprendenti uno scalo ferroviario |  degli stabilimenti e delle  |
| idoneo a formare o ricevere treni  | infrastrutture superiori ai  |
|   completi e in collegamento con   | 300 milioni di euro al netto |
|  porti, aeroporti e viabilita' di  |   di IVA del complesso dei   |
|       grande comunicazione.        |     contratti previsti.      |
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|                                    |  Linee elettriche aeree di   |
|                                    | tensione pari o superiore a  |
|                                    |  380 kV e con tracciato di   |
|        Elettrodotti aerei.         | lunghezza superiore a 40 km. |
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|                                    |Impianti con altezza superiore|
|  Impianti destinati a trattenere,  | a 30 metri o che determinano |
| regolare o accumulare le acque in  |un volume di invaso superiore |
|           modo durevole.           | a 40 milioni di metri cubi.  |
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|   Opere che prevedano o possano    |                              |
|prevedere trasferimento d'acqua tra |                              |
|regioni diverse e cio' travalichi i |                              |
|   comprensori di riferimento dei   |     Opere che prevedono      |
|bacini idrografici istituiti a norma|   trasferimenti di portata   |
|della legge 18 maggio 1989, n. 183. | uguale o superiore a 4 m³/s. |
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|                                    |  Opere e infrastrutture che  |
|                                    |   comportano investimenti    |
|                                    | complessivi superiori a 300  |
|   Infrastrutture ad uso sociale,   | milioni di euro al netto di  |
| culturale, sportivo, scientifico o |    IVA, del complesso dei    |
|             turistico.             |     contratti previsti.      |
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|                                    |     Opere che comportano     |
|                                    |   investimenti complessivi   |
|                                    | superiori ai 300 milioni di  |
|                                    |   euro al netto di IVA del   |
|Impianti insediamenti industriali e |   complesso dei contratti    |
|    infrastrutture energetiche.     |          previsti.           |
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