La gestione dell’impresa da parte del “clan” legittima l’interdittiva antimafia

letto 590 voltepubblicato il 23/09/2018 - 14:05 nel blog di Ilenia Filippetti, in FORUM APPALTI, Integrità, Open Government, Sviluppo Locale

Nei contesti sociali nei quali attecchisce il fenomeno mafioso, all’interno della famiglia si può verificare un’“influenza reciproca” e possono sorgere legami di cointeressenza, di solidarietà, di copertura, di soggezione o di tolleranza, con la conseguenza che i vari componenti del “clan” finiscono per subire l’influenza del “capofamiglia” e dell’associazione criminale anche nella gestione dell’impresa familiare. È questo il principio affermato dal Consiglio di Stato con una recente sentenza consultabile sul sito di "Avviso pubblico - Enti locali e Regioni per la formazione civie contro le mafie".

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