L’applicazione delle misure antimafia agli appalti per i rifiuti

letto 754 voltepubblicato il 13/11/2018 - 08:37 nel blog di Ilenia Filippetti, in FORUM APPALTI, Integrità, Open Government, Sviluppo Locale

Sul sito dell'Associazione Avviso pubblico - Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie, è stata pubblicata la sintesi della recente pronuncia del TAR Campania, Napoli, n. 5104 del 30 luglio 2018, con la quale sono stati focalizzati alcuni aspetti particolarmente importanti relativi all’applicazione delle misure antimafia agli appalti di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani.
Questi i fatti. Un consorzio era risultato aggiudicatario di molteplici contratti affidati da parte di vari Comuni della provincia di Napoli aventi ad oggetto la raccolta, il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Dopo l’aggiudicazione, tuttavia, il Prefetto di Napoli aveva reso noto che, nei confronti del consorzio, era stata riscontrata l’esistenza di tentativi di infiltrazione mafiosa da parte della criminalità organizzata, tendenti a condizionarne le scelte e gli indirizzi in conformità a quanto previsto dagli articoli 84 e 91 del codice antimafia. Con il medesimo provvedimento, pertanto, veniva disposto il rigetto dell’istanza avanzata dal medesimo consorzio per l’iscrizione negli elenchi dei fornitori di beni, prestatori di servizi ed esecutori di lavori (c.d. white list). Con il medesimo provvedimento, il Prefetto si era riservato di procedere alla verifica dell’esistenza dei presupposti per l’applicazione delle misure straordinarie previste dall’art. 32, comma 10 del decreto-legge n. 90/2014 s.m.i. L’informativa antimafia era stata poi iscritta, con apposito provvedimento dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, all’interno del casellario informatico dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture. Alcuni Comuni appaltanti avevano inoltre deciso di risolvere i contratti di appalto già stipulati con il consorzio per il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani mentre altre stazioni appaltanti aveva disposto di revocare i provvedimenti di aggiudicazione non ancora seguiti dalla stipula contrattuale. Con successivo provvedimento prefettizio, era stata infine disposta l’applicazione, per alcuni dei predetti contratti, della misura di straordinaria e temporanea gestione del consorzio ricorrente, ai sensi del già citato art. 32, comma 10 del decreto-legge n. 90/2014 s.m.i.

I temi trattati nella pronuncia:

  • Lo “schermo societario” dietro al quale si celano i reali intestatari delle partecipazioni societarie delle imprese mafiose
  • La strategia di diversificazione delle attività da parte delle imprese mafiose
  • In presenza di un’interdittiva la stazione appaltante è obbligata a risolvere i contratti in essere con l’impresa colpita dal provvedimento antimafia
  • Le misure di straordinaria gestione dell’impresa colpita dall’interdittiva antimafia

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