Partecipazione e innovazione nella PA

letto 1811 voltepubblicato il 27/12/2018 - 15:49 nel blog di Laura Manconi

La partecipazione attiva e informata dei cittadini nelle scelte pubbliche non è una pratica recente: l’esperienza più di successo e diffusa nel mondo, il bilancio partecipativo, risale infatti al 1989. A dare nuovo impulso negli ultimi anni alle iniziative di inclusione dei cittadini nei processi decisionali pubblici hanno contribuito molti fattori, dalla esigenza di ridurre la distanza tra cittadini e istituzioni restituendo legittimità alle scelte operate della PA, all’affermarsi di modelli di governance aperta, basati su una maggiore cooperazione tra cittadini e istituzioni per migliorare la qualità delle decisioni, rendere la PA più accountable, accrescere la competitività dei territori attraverso la valorizzazione del capitale umano e sociale.

Il principale fattore di cambiamento negli spazi e nelle forme della partecipazione civica è però rappresentato oggi dalla disponibilità delle tecnologia digitali e da Internet, che stanno modificando profondamente il rapporto tra istituzioni e cittadini. 

Lo sviluppo nell’uso delle tecnologie ICT per l’interazione con la pubblica amministrazione, sostenuto da strategie e programmi europei e nazionali per la trasformazione digitale della PA diventa così un’opportunità per i cittadini e per le istituzioni: favorisce l’azione partecipativa dal basso e crea le condizioni per l’integrazione di strumenti deliberativi e tecnologie civiche nei processi partecipativi promossi dalle istituzioni pubbliche.

In questo quadro, le iniziative di attivismo civico e le forme di cittadinanza organizzata che si sono consolidate e diffuse negli anni recenti, più spesso a livello locale o micro locale, sono quelle in cui finora si è innovato di più: mentre tendenzialmente le istituzioni pubbliche nel progettare processi partecipativi si affidano a metodi e strumenti consolidati, all’interno delle reti dei cittadini attivi c’è maggiore creatività e disponibilità a sperimentare, si usano di più e meglio il web e i social media per creare nuovi spazi pubblici nei quali proporre idee, discutere, trovare soluzioni a problemi di interesse generale, condividere conoscenze e competenze, riattivare i legami sociali.

Anche se la complessità dei processi partecipativi può solo in parte essere risolta attraverso l’uso delle tecnologie, una buona progettazione partecipativa oggi trova più vantaggi che svantaggi dall’usarle. Cosa possono fare le istituzioni pubbliche per portare più innovazione nella partecipazione civica?

Innanzitutto integrare di più e meglio le tecnologie digitali nelle fasi di progettazione, realizzazione e valutazione delle iniziative. Nelle maggior parte delle esperienze realizzate in Italia infatti, la parte più rilevante del processo partecipativo si svolge ancora offline: ad esempio, introdurre nei momenti di dibattito tra cittadini e istituzioni l’uso di strumenti per l’interazione tramite app o via web potrebbe aiutare a rendere pià efficaci gli incontri, facilitando l’emergere dei punti di vista e il coinvolgimento di un numero maggiore di partecipanti. Una innovazione a basso costo, semplice da realizzare ma che interviene su uno degli aspetti che richiedono maggiore attenzione quando si progettano interventi di partecipazione: la creazione di ambienti in cui anche le persone che non sono abituate a intervenire siano invogliate a farlo. 

Alcuni segnali di interesse della PA verso una partecipazione più digitale già ci sono: tra le esperienze di bilancio partecipativo realizzate in Italia cresce il numero di quelle che prevedono modalità online di voto e di recente, anche la sperimentazione di tecniche di gamification alle fasi del bilancio partecipativo. Su impulso delle città più avanti in Europa nell’applicazione del modello di governance partecipativa che identifica le smart cities, iniziano ad essere utilizzate anche in Italia le piattaforme digitali a supporto della partecipazione dei cittadini in varie forme, dalle consultazioni online alla raccolta di idee e proposte su temi di interesse generale.

 

(Foto di Gaurav Mishra https://www.flickr.com/photos/gauravonomics/ )