Commemorazioni in Abruzzo sulla Transumanza e D'Annunzio.

letto 1079 voltepubblicato il 30/09/2021 - 09:54 nel blog di Giovanni Pizzocchia

Contrappunti: "Settembre è andato... Ora è tempo di ragionar..." -"Commemorazioni in Abruzzo sulla Transumanza e D'Annunzio".

I poeti sono di tutti e la verità non sta mai da una parte sola.

 

 

"Settembre è andato... Ora è tempo di ragionar..." sui tanti eventi culturali organizzati quest'anno, in Abruzzo, sul tema della"Transumanza"(inserita nel 2019 dall'UNESCO nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale), associata alla rievocazione del vate Gabriele D'Annunzio.

La Regione è stata protagonista, grazie anche al cinema con il film del 2021 "Il cattivo poeta", interpretato da Sergio Castellitto, regia di Gianluca Jodice.

I poeti sono di tutti e la verità non sta mai da una parte sola.

Non è da condividere, pertanto, “quel certo oscurantismo” da parte di “alcuni” nei confronti di Gabriele D'Annunzio, che lo vuol far passare nella storia con l'esclusiva stereotipa etichetta di "fascista" È da apprezzare, invece, quando viene valorizzato e non solo perché è un corregionale di noi abruzzesi.

D'Annunzio ha vissuto e rappresentato intensamente la cultura europea di fine ottocento e dei primi del novecento come poeta, scrittore, drammaturgo, sceneggiatore del cinema nascente, fra i primi pubblicitari del '900 e perfino come soldato, pilota e comandante in guerra.

Sul palco, dalle presentatrice e dagli ospiti intervenuti, spesso è stato definito istrionico, scapestrato... E lo è stato.

Per esempio, nel Parlamento, allora ancora monarchico, si schierò in entrambi gli schieramenti, dichiarando però "di andare verso la vita", quando scelse la sinistra, il 23 marzo 1900.

Successivamente, nella sua fase superomistica,con il suo spirito esuberante, ardimentoso, interventista, nazionalista, ed i suoi famosi slogan, senza dubbio ha avuto grande influenza all'ascesa del fascismo in Italia.

È anche vero, però, che il terreno era ormai molto fertile. Nelle monarchie, nelle classi imprenditoriali e capitalistiche occidentali c'era il terrore definito "Grande paura", prodotto dalla rivoluzione comunista russa con la detronizzazione e la barbara uccisione dello zar e dei suoi familiari! È ormai noto, storicamente, come le borghesie “liberali” europee abbiano portato pienamente la responsabilità della loro complicità con il nazismo e il fascismo perché ne agevolarono in ogni modo l’ascesa, spaventati dall’idea che i comunisti potessero rovesciare anche il loro potere.

D'Annunzio, vale ricordare: non partecipò alla "Marcia su Roma" e nel corso della crisi successiva all’uccisione di Matteotti, si unì all’opposizione dell’Aventino.

Mussolini, temendolo come "possibile rivale" per la sua popolarità, fini per "esiliarlo" nella "gabbia d'oro" sul Garda, al Vittoriale (lasciato poi dal poeta in eredità allo stato). Cosa che il vate accettò; del resto era uno abituato a contrarre debiti da capogiro per via del suo altissimo tenore di vita!

E poi da non dimenticare da D'Annunzio l'ammonimento a Mussolini, affinché non si alleasse con Hitler, "il marrano... uomo dalla faccia ignobile... " così come lo definì ed a proposito esiste anche un articolo sul "Corriere della Sera".

La prova inconfutabile del resto di come il nostro poeta fosse per la libertà e contro le dittature, i totalitarismi, è rappresentata dalla Carta-Costituzione proposta in occasione dell'impresa di Fiume (1919-1920), per la Repubblica del Carnaro, sulla base predisposta dal sindacalista socialista Alceste De Ambris. Basterebbe leggerla...

Era molto avanti ed attuale in tema di riconoscimenti di diritti umani, pur essendo, oggi, passato un secolo!

La storia non si fa con i se ma, probabilmente, così come temeva Mussolini, se il duce fosse diventato D'Annunzio anziché lui, avremmo avuto un'altra storia, sicuramente meno brutta se non più bella e “magnifica”!

Giovanni Pizzocchia

 

 

English version


Counterpoints: "September is gone ... Now it's time to think ..." - "Commemorations in Abruzzo on Transhumance and D'Annunzio". Poets belong to everyone and the truth is never on one side alone. "September is gone ... Now it's time to think ..." on the many cultural events organized this year, in Abruzzo, on the theme of "Transhumance" (included in 2019 by UNESCO in the List of Intangible Cultural Heritage), associated to the commemoration of the poet Gabriele D'Annunzio. The Region was the protagonist, thanks also to the cinema with the 2021 film "The bad poet", starring Sergio Castellitto, directed by Gianluca Jodice. Poets belong to everyone and the truth is never on one side alone. Therefore, "that certain obscurantism" on the part of "some" towards Gabriele D'Annunzio, who wants to make him go down in history with the exclusive stereotypical label of "fascist" is not to be shared. it is valued and not only because it is a fellow of us from Abruzzo. D'Annunzio lived and intensely represented the European culture of the late nineteenth and early twentieth centuries as a poet, writer, playwright, screenwriter of the nascent cinema, among the first advertisers of the twentieth century and even as a soldier, pilot and commander in war.


On stage, by the presenter and by the guests who attended, he was often defined histrionic, reckless ... And he was. For example, in the Parliament, then still a monarchist, he took sides on both sides, declaring however "to go towards life", when he chose the left, on March 23, 1900. Subsequently, in his superhomistic phase, with his exuberant, daring, interventionist, nationalist spirit, and his famous slogans, he undoubtedly had great influence on the rise of fascism in Italy. It is also true, however, that the soil was now very fertile. In the monarchies, in the entrepreneurial and capitalist classes of the West there was the terror defined as "Great Fear", produced by the Russian communist revolution with the overthrow and barbaric killing of the Tsar and his family! It is now known, historically, how the European "liberal" bourgeoisies have fully borne the responsibility of their complicity with Nazism and Fascism because they facilitated their rise in every way, frightened by the idea that the Communists could overthrow their power as well . D'Annunzio, it is worth remembering: he did not participate in the "March on Rome" and during the crisis following the killing of Matteotti, he joined the opposition of the Aventine. Mussolini, fearing him as a "possible rival" for his popularity, ended up "exiling him" in the "golden cage" on the Garda, at the Vittoriale (later left by the poet as an inheritance to the state). Which the poet accepted; after all, he was used to contracting dizzying debts because of his very high standard of living! And then don't forget D'Annunzio's warning to Mussolini, not to ally himself with Hitler, "the Marrano ... man with an ignoble face ..." as he defined him and by the way there is also an article in the "Corriere of the Evening ". The irrefutable proof of the rest of how our poet was for freedom and against dictatorships, totalitarianisms, is represented by the Charter-Constitution proposed on the occasion of the Fiume enterprise (1919-1920), for the Republic of Carnaro, on the basis prepared by the socialist trade unionist Alceste De Ambris. It would be enough to read it ... It was very advanced and current in terms of recognition of human rights, despite being, today, a century past! History is not made with ifs but, probably, as Mussolini feared, if the Duce had become D'Annunzio instead of him, we would have had another story, certainly less bad if not more beautiful and "magnificent"!
G.P.