Pubblica amministrazione di qualità: chi controlla i controllori?

letto 1416 voltedomanda inserita il 11/11/2013 - 16:42, in Qualità Web PA

Da un po' cerco di spostare il mio lavoro sull'usabilità e la verifica della qualità dei prodotti software della mia amministrazione. Oggi ho scoperto migliorapa.it, pare che il mio ente lo voglia usare.

Si tratta di un kit per la customer satisfaction, un insieme di strumenti online per il dialogo col cittadino. Il progetto sta sotto al cappello di Qualità PA  che mi occupo in prima battuta di accessibilità, e in seconda di usabilità: non posso scindere i due temi.

Migliora PA non è a norma, Qualità PA nemmeno. Forse mi sbaglio ma mi pare che sia roba Formez, è roba della Funzione Pubblica, prodotti che parlano e mirano alla qualità dovrebbero essere perfetti, ineccepibili... e invece hanno errori clamorosi. 

Parliamo di qualità, la qualità presuppone un processo di verifiche e confronti, possibile che sfugga sempre una verifica così semplice come l'accessibilità? Non credete che prima di imparare a correre si debba cominciare almeno gattonare? 

Possibile che siamo ancora fermi qui?

6 risposte

laura massoli
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laura massoli14/11/2013 - 15:16 (aggiornato 14/11/2013 - 15:16)

Gentile Jacopo grazie per la tua mail. Lavoro al DFP e ho seguito (e sto seguendo) il progetto MiglioraPA (promosso dal DFP in collaborazioen con ForumPA e Lattanzio e Associati) che nasce con l'obiettivo di supportare le amministrazioni (in particolare quelle delle regioni obiettivo convergenza) nello sviluppo di know how e nell'utilizzo di strumenti operativi legati al tema del Customer Satisfaction Management. In questo ambito rientra MiglioraPA.it, cioè la piattaforma che è solo "l'ultima nata" di tanti strumenti (webinar e tutoriali, cassette degli attrezzi etc) prodotti nell'ambito del progetto. Nel corso della progettazione della piattaforma abbiamo lavorato assieme alle amministrazioni coinvolte nel progetto per capire, dal loro punto di vista, quale potesse essere la logica di accesso migliore alla mole di documentazione/tool/materiali prodotti che, se non ben strutturati, rischiano di creare ulteriore overload informativo. In tal senso abbiamo cercare di progettare i percorsi di accesso e di navigazione sulla base di esigenze condivise e non con una logica puramente top-down. Sul fronte accessibilità e rispetto a MiglioraPA.it ci stiamo attrezzando. Quindi raccogliamo senz'altro la tua segnalazione come ulteriore stimolo per migliorare. grazie e a presto Laura

Jacopo Deyla
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Jacopo Deyla18/11/2013 - 10:08 (aggiornato 18/11/2013 - 10:08)

Ciao Laura, 

con tutta la comprensione per progetti di grandi dimensioni e per lo scopo con cui state facendo il progetto, mi spiace ma la tua, sebbene sia una risposta educata e positiva è purtroppo inaccettabile.

Per l'accessibilità non ci si attrezza dopo, lo si fa prima.

Perchè ci sono degli obblighi nei confronti degli utenti, anche dovuti alla legge che c'è da 10 anni ormai, e se fai un progetto dove offri strumenti a tutti e prevedi il coinvolgimento dei cittadini, l'accessibilità non la puoi mettere dopo, ma lo devi fare prima.

Ci sta che in grandi progetti, che magari hanno scadenze da rispettare, qualcosa sfugga, che non sia proprio perfetto, che qua e là qualcosa sia da sistemare. Ma mettere un form di contatto che prevede un captcha, che è noto che nessun cieco possa usare, non è un errore di prodotto, ma di processo.

E questo è molto grave, e questo è solo un esempio.

A criticare sono tutti buoni, e non sono qui per giudicare negativamente il lavoro degli altri solo per sport o visibilità o chissà cos'altro. Visto che il mio obiettivo non è criticare o mettere in difficoltà, ma dare accesso a tutti, ,anche io voglio lasciarti con una risposta positiva:  se serve una mano, ve la dò volentieri. (tanto più che la PA per cui lavoro ha deciso di utilizzare Limesurvey da voi).

Intanto date una sistemata ai vostri processi di messa in linea: un controllo sull'accessibilità va fatto sempre alla fine, e una verifica iniziale su cosa si possa o non possa fare è utile.

 

laura massoli
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laura massoli19/11/2013 - 22:51 (aggiornato 19/11/2013 - 22:51)

caro Jacopo.grazie delle tue precisazioni. Ci fa piacere sapere che la tua amministrazione ha intenzione di utilizzare MiglioraPA.it e in particolare la parte integrata con LimeSurvey. Rispetto all'accessibilità i nostri tecnici stanno lavorando proprio sul form oltre che sui contenuti testuali alternativi. A questo proposito e se ritieni, ti metterei in contatto con i nostri tecnici per ogni ulteriore precisazione e supporto, Mi lasci una tua email per qs contatto? grazie Laura

Jacopo Deyla
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Jacopo Deyla03/12/2013 - 10:06 (aggiornato 03/12/2013 - 10:06)

Ciao Laura,

la mia mail è

ma non importa che veniate fino a Bologna per sistemare l'accessibilità: avete persone competenti lì vicino, ad esempio 

michela troia
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michela troia06/12/2013 - 11:22

Gentile Jacopo,

Io mi sto occupando di accessibilità per il mio ente di appartenenza (l’Istat).

Ho trovato scritto sulle linee guida per i siti web della PA, al paragrafo sull’accessibilità che “la fase di verifica di accessibilità si fa sulla home, su tutte la pagine raggiungibili dalla home, su tutte le pagine contenenti diverse tipologie di moduli web e su una percentuale del 5% di pagine di tipologia differente”, questo secondo l’allegato A del DM 8 luglio 2005.

Visto che questo allegato è stato sostituito dal nuovo D.M. 20 marzo 2013 (modifiche all’allegato A del D.M. 8 luglio 2005), e in quest’ultimo mi sembra non si parli di quali pagine sottoporre a verifica, come dobbiamo regolarci?

Inoltre voi avete per caso delle linee guida sui passi da fare per diventare accessibili?

Ti ringrazio,

Michela Troia

Jacopo Deyla
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Jacopo Deyla06/12/2013 - 11:36

Ciao Michela,

forse varrebbe la pena aprire un nuovo thread. Comunque ti dò qualche informazione su di noi.

La RER per cui lavoro, aveva delle linee guida, che però non abbiamo aggiornato poiché le WCAG 2 hanno un'enormità di esempi a cui ci si può riferire. Abbiamo quindi lasciato online una versione pdf, ancora abbastanza valida soprattutto sui principi. Anche sul codice va abbastanza bene, ma ovviamente non è completa.

Noi verifichiamo tutto quel che possiamo.

Nel caso di siti, verifichiamo i template, e i prodotti che il sito usa: avendo un CMS è più semplice.

Non tutto però riusciamo a metterlo a norma, perché il CMS è opensource e il processo di integrazione delle nostre correzioni nei vari prodotti/add-on che usiamo, è lento.

 

Per quel che riguarda le applicazioni che produciamo o acquistiamo, siamo più rigorosi: il controllo è fatto su tutto quel che si riesce. Lo si fa a campione, perché in alcuni casi le applicazioni sono troppo estese, e perché ci sono solo io a fare questo lavoro per tutto ciò che la Regione fà.  Conta che il processo di verifica è iterativo, io verifico, il fornitore corregge, riverifico ecc. ecc.

Il DM nuovo indica le modalità di verifica, e parla di totalità della pagina (su una pagina tutti i requisiti che si possono verificare devono essere ok) totalità del processo (se ad esempio fai una pratica metà da te e metà sul sito della banca per fare il pagamento, anche il sito della banca deve essere a norma o non puoi usarlo), totalità dell'accessibilità dei vari formati (qualsiasi documento metti in linea -doc, o pdf che sia) deve essere accessibile.

Quindi la risposta è 110% dei contenuti.

Comunque concentrati prima sulle parti che richiedono un'interazione, form, e cose simili. Quelli rischiano di essere i punti più critici.