Somministrazione di alimenti e bevande in una festa popolare

letto 557 voltedomanda inserita il 27/03/2017 - 16:47, in SARDEGNA SUAPE

L'attività di somministrazione di alimenti e bevande realizzata una tantum da associazione privata spontanea, con la finalità di reperire risorse per finanziare la realizzazione di una festa popolare deve passare per il SUAPE?

La necessaria previa richiesta di occupazione di suolo pubblico deve farsi a mezzo SUAPE?

8 risposte

giancarlo prasciolu
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giancarlo prasciolu27/03/2017 - 17:17 (aggiornato 27/03/2017 - 17:17)

Buonasera, attendendo la risposta dagli esperti, mi pare di aver capito che le attività spettacolari (festa paesana) che non sono svolte come attività professionale non rientrano nell'ambito del Suape. Cosa diversa è invece l'attribuzione del suolo pubblico ad un esercente il Commercio (il classico torronaio) deve presentare una Dua ed andare in Conferenza?

Ancora,  il pirotecnico che accende i fuochi artificiali sempre nell'ambito della festa (colui che è titolare di licenza art. 57 TULPS) deve inoltrare una Dua in conferenza ?

Agli esperti le risposte

 

  

Michele Fois
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Michele Fois28/03/2017 - 08:56

Stando a quanto ho capito io, se vi è in ogni caso, il pagamento volta per volta di un prezzo per la erogazione del servizio (birra/panino) rientra in competenza del SUAPE, indipendentemente dalla ragione sociale del promotore dell'evento (A.S.D., Onlus, Circolo privato, comitato, etc....)

Carla Cardia
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Carla Cardia28/03/2017 - 09:11

Buongiorno a tutti, 
intanto vi ringrazio per i contributi. Abbiamo inoltrato il quesito al Coordinamento regionale. Come sapete, oggi e nei prossimi giorni sono previste ancora le attività dedicate agli incontri sul territorio che vedono coinvolto il coordinamento in prima persona. Non appena riceveremo un riscontro lo pubblicheremo immediatamente. Nel frattempo suggerisco anche agli altri partecipanti che avessero un parere nel merito di questo o di altri quesiti di iniziare a condividerli in modo da poterli segnalare agli esperti.

un saluto a tutti e buon lavorosmiley
 

 

 

Michele Fois
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Michele Fois28/03/2017 - 09:38 (aggiornato 28/03/2017 - 09:38)

Scusate, però. Io al corso sono stato ed ho fatto esattamente questa domanda. Ho ricevuto come risposta: "SI". si va in procedimento unico autocertificativo. E' davvero necessario che si diano risposte univoche ed una volta per tutte.

Michele Fois
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Michele Fois06/04/2017 - 11:26 (aggiornato 06/04/2017 - 11:26)

Gent.ma Dott.ssa Cardia,

il coordinamento regionale non è ancora riuscito a fornire una risposta univoca e definitiva circa questa fattispecie?

Nell'attesa ringrazio

Carla Cardia
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Carla Cardia06/04/2017 - 15:55

Buonasera Michele,

come vi avevo anticipato i quesiti sono all'attenzione del coordinamento che sta elaborando le risposte. Noi avremo sicuramente cura di pubblicarle tempestivamente appena ci verranno fornite.

un saluto cordiale

GIOVANNI SPISSU
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GIOVANNI SPISSU06/04/2017 - 13:02

Buongiorno a tutti, mi inserisco in questa discussione in quanto da quando è stata emessa la circolare "ESPLICATIVA" n. 10602 del 30.03.2017. Esprimo il mio pensiero al riguardo, avendo altresì partecipato al recente corso a Muros (organizzato da Unione del Coros e ASPOL Sardegna) che vedeva come relatore il Dott. Saverio Linguanti, esperto del settore ed autore di vari testi Maggioli sull'argomento.

Intanto bisogna capire se le associazioni locali e le proloco, che organizzano le classiche "feste paesane" o "sagre", in cui vi è sempre attività di vendita o somministrazione di alimenti e bevante (chiosco per la vendita di bevande e panini preparati sul posto) rientrano o meno nella definizione data dalla normativa regionale sul SUAPE, quando si parla di (come definito nella circolare all'art. 1 primo capoverso) "tutte le attività economiche private non salariate aventi normalmente quale corrispettivo una forma di retribuzione", ovvero tutte quelle che, a prescindere dalla natura imprenditoriale o professionale, sono svolte in maniera abituale e prevedono un pagamento da parte dei fruitori; in tali casi tutti i titoli abilitativi sono acquisiti per il tramite del SUAPE.

Da questa definizione non si capisce proprio, in considerazione del fatto che bisognerebbe chiarire cosa significa "in maniera abituale", perché se svolte in maniera abituale avrei difficoltà ad individuare un'attività che non fosse svolta nè da un'imprenditore nè da un professionista. Poi come se non bastasse, al secondo capoverso dello stesso articolo della suindicata circolare, si aggiunge "benzina sul fuoco", stabilendo che "è rimessa al soggetto organizzatore ogni valutazione sulla configurazione effettiva di un'attività produttiva di beni e servizi. Conseguentemente, si ritiene che in tali casi il titolo abilitativo possa essere conseguito direttamente secondo le previsioni delle norme settoriali o, in caso di attività produttiva di beni e servizi, presso il SUAPE". CIOE'????? E' l'organizzatore che ci dice "no guarda io non passo al SUAPE perché non produco beni e servizi" ????????? MA COSA VUOL DIRE? E poi chiediamo di introdurre normative che semplifichino e rendano omogenei i comportamenti!!! Ma qui si diventa matti. Personalmente penso che se le associazioni o proloco non vorranno passare dal SUAPE, utilizzerò gli stessi modelli SUAPE di dichiarazioni (SCIA) per far presentare la pratica fuori dal SUAPE (cosa che per'altro già facevamo, ma con diverse difficoltà). Penso anche che sarebbe stato opportuno dire "SI QUANDO VI E' UN'ATTIVITA' DI VENDITA O SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE SI PASSA PER IL SUAPE", questo perché ritengo che i moduli siano fatti bene e ci avrebbere semplificato sicuramente la vita (a noi, ma non alle associazioni e proloco).

Seconda cosa che dovrebbero spiegare bene è quella riferita all'art. 2 della circoalre che cerca di chiarire quali attività rientrano nell'art. 51 della L.R. 24/2016. Ed anche qui mi domando, ma l'attività svolta dalle proloco (sagre paesane), rientrano o non rientrano nella lett. c) del predetto articolo? (degli altri esercenti un'attività permanente in possesso di regolare titolo abilitativo). 

Per ultimo bisognerebbe altresì chiarire ed approfondire meglio (ARGOMENTO MOLTO SPINOSO) il coordinamento della normativa di settore con la normativa SUAPE, in materia di PROVVEDIMENTI INTERDITTIVI che ora sono passati completamente in capo al responsabile del SUAPE (mentre prima rimanevano nella competenza esclusiva degli enti terzi preposti). Pur essendo ignorante in materia mi chiedo se, nel caso in cui i Vigili del Fuoco a seguito di verifiche, riscontrino difformità in materia "antincendio", il provvedimento interdittivo spetti a loro (come previsto dalla specifica normativa di settore) o se spetti al responsabile del SUAPE, CHE DI FATTO NON HA NESSUNA SPECIFICA COMPETENZA IN MATERIA ANTINCENDIO PUR ACCOLLANDOSI RESPONSABILITA' CHE NON DEVONO ESSERE SUE o come nel caso di difformità nella realizzazione di un intervento edilizio, pur rimandando la normativa di settore (provvedimento di demolizione) alla competenza del responsabile dell'ufficio tecnico, dovrà invece essere il responsabile del SUAPE ad emettere il provvedimento............MA CI RENDIAMO CONTO DI COSA ACCADRA'........in caso di ricorso si andrà davanti al Giudice per difenderci su un atto fatto da "noi" ma per il quale non abbiamo la minima conoscenza (parlo almeno per me) della materia.....cose dell'altro mondo!

Scusate....forse ho esagerato o forse ho capito male io. Non appena passerà tutto all'Unione, farò festa.......AHAHAHAHAH.

Saluti e buon lavoro a tutti.

Michele Fois
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Michele Fois07/04/2017 - 13:40 (aggiornato 07/04/2017 - 13:40)

il rimedio (se fosse davvero questo) sarebbe peggiore del male per dirla con Nietzsche.

Non si riesce davvero ad avere una risposta univoca. Questa circolare letta e riletta accende tutta una serie di dubbi ulteriori. Ripeto: il tappo è peggiore della falla. Sembra quasi che NON SI VOGLIA DARE UNA INTERPRETAZIONE UNIVOCA APPOSITAMENTE PER NON CREARE PROBLEMI A MOLTE REALTA'