LA PA A SOSTEGNO DELL'INNOVAZIONE

letto 1868 voltepubblicato il 13/01/2014 - 13:06 nel forum Forum generale, in Strategia Innovazione Sicilia

QUALI SONO GLI STRUMENTI MIGLIORI PER FAVORIRE E SOSTENERE L'INNOVAZIONE? 

Fungendo da sperimentatore (assumendo il rischio connesso all’acquisto di nuovi prodotti) o da co‐sviluppatore (stimolando i fornitori ad innovare al fine di soddisfare meglio le esigenze degli utilizzatori), si ritiene che la PA possa accrescere ed accelerare gli investimenti in innovazione da parte delle imprese e spingere gli investitori privati a finanziare le imprese innovative da essa attivate. In questo quadro, gli acquisti pubblici possono diventare uno strumento centrale sia per incoraggiare la ricerca di soluzioni innovative supportando la R&S, sia per promuovere direttamente l'accesso a tecnologie/soluzioni innovative.

Invitiamo tutti gli iscritti alla nostra community ad aiutarci ad approfondire il tema della domanda pubblica di innovazione, e a suggerirci le  migliori soluzioni o spunti di riflessione in base alle proprie conoscenze ed esperienze. 

7 commenti

diana cortese

diana cortese22/01/2014 - 10:42

Uno strumento interessante che la PA potrebbe rafforzare per sostenere l'innovazione è quello del contratto di rete di imprese. Tuttavia non è facile pianificare un adeguato servizio di accompagnamento alle reti nel percorso di gestione del processo deliberativo, nella contrattualizzazione della rete nonché nella gestione della fase di start-up.

Chiediamo alla Community di presentarci esperienze, segnalarci documenti o best practices da cui imparare e prendere spunto.

Grazie!

stefano fricano

stefano fricano22/01/2014 - 16:41 (aggiornato 22/01/2014 - 16:41)

Salve,

 

Sul tema dei contratti di Rete, di recente, all'interno di un percorso di formazione che il Dipartimento di Economia dell'Università di Palermo sta gestendo su un progetto PON, abbiamo organizzato due giornate di approffondimento sui contratti di rete e la gestione amministrativa di una rete all'interno del modulo sui sistemi innovativi territoriali. Abbiamo avuto il supporto del presidente di AssoretePMI che ha approfondito con i discenti l'argomento con l'ausilio di collegamenti diretti con rappresentanti di varie reti italiane. E' stato un interessante approfondimento che potrebbe essere replicato se occorre anche in maniera più articolata secondo le necessità espresse soprattutto dalle imprese. Se utile, resto disponibile ad approfondire.

Stefano

diana cortese

diana cortese20/01/2014 - 12:58 (aggiornato 20/01/2014 - 12:58)

Salve,

Qualcuno ha avuto esperienza diretta o ha conoscenza dei challenge prizes?

Si tratta di uno strumento utilizzato finora quasi solo in Nord America per sostenere ricercatori e studenti di ogni ordine e grado, insieme a istituzioni, fondazioni e aziende. Chiediamo alla Community se ritiene che i challenge-prizes possano diventare una concreta e sostenibile opportunità per affrontare sfide tecnologiche,  creare innovazione sociale, e valorizzare il patrimonio artistico e culturale.

Grazie!

Fabio Montagnino

Fabio Montagnino17/05/2014 - 21:28

In ARCA ne abbiamo fatto uso sperimentale attraverso sfide proposte dalle start-up (design di oggetti, logo, etc.) Sono uno strumento molto utile per animare comunità di innovazione aperta e possono anche avere valori molto elevati (come sulla piattaforma Innocentive). Noi utlizzeremo il meccanismo in modo più articolato nell'ambito del progetto Netkite finanziato dal programma ENPI e lo abbiamo previsto nel distretto tecnologico DISAM.

 

Cristiano Longo

Cristiano Longo14/01/2014 - 00:35

Non entro nel merito della questione, avendo quest'ultima degli aspeti profondi e difficili da sviscerare. Mi limito ad un suggerimento. Sulla scia di quanto fatto in passato per l'accessibilità dei servizi web, e alla luce del movimento per la trasparenza denominato Open Data, a mio avviso una normativa che garantisca il supporto nativo alla pubblicazione di Open Data nei software della pubblica amministrazione e delle partecipate favorirebbe, come è successo nei paesi anglosassoni e come sta avvenendo in Italia oggi, la proliferazione di aziende ad alto valore tecnologico che siano in grado di manipolarli ed utilizzarli al meglio. L'insieme dei dati soggetto ad essere esposto è variegato, e va dai rilevamenti topografici agli elenchi di libri disponibili nelle biblioteche, dagli atti amministrativi ai beni culturali. Sarebbe ancora più opportuno se questi dati fossero resi disponibili come LINKED Open Data, come indicato dall'omonimo gruppo del W3C. 

La realizzazione di questo obiettivo, oltre come detto prima mettere a disposizione una enorme quantità di dati che le aziende potrebbero utilizzare per offrire servizi a valore aggiunto, potrebbe anche favorire lo scambio di dati tra i diversi soggetti istituzionali e l'integrazione di dati provenienti dagli stessi.

 

ciro spataro

ciro spataro13/01/2014 - 14:28 (aggiornato 13/01/2014 - 14:28)

La metodologia degli APPALTI PRE COMMERCIALI può rappresentare una delle soluzioni per stimolare il soddisfacimento del fabbisogno di innovazione nella Pubblica Amministrazione, stimolando nel contempo le imprese a innovare le soluzioni da fornire, consentendo altresì il trasferimento tecnologico.

Una guida interessante all'Appalto Pre Commerciale è costituita dalla .

In sintesi le PA non chiedono nel mercato la soluzione tecnologica pronta da applicare, come si fa di consuetudine con i relativi capitolati d'appalto, ma esprimono i propri fabbisogni d'innovazione e le proprie ciriticità. Quindi chiedono al mercato di individuare le soluzioni tecnologiche (dove non esistenti ancora) atte a soddisfare i propri fabbisogni di innovazione, che dovrebbero permettere di superare le criticità quotidiane della stessa PA. Successivamente il mercato propone delle soluzioni ai fabbbisogni espressi dalle PA ed il percorso di costruzione della soluzione finale viene condiviso da PA e dalle imprese del mercato insieme. 

Questa metodologia è stata adottata da qualche PA italiana ed europea. Tuttavia ancora è una metodologia poco diffusa.

Essa mette insieme fabbisogno di innovazione della PA e stimolo per le imprese a produrre innovazione che può trovare applicazione in numerosi enti pubblici (trasferimento).

Il MISE ed il MIUR nel mazo 2013 hanno che prevede in via sperimentale l'applicazione dell'Appalto Pre Commerciale.

Antonio Giuseppe Latora

Antonio Giuseppe Latora18/01/2014 - 11:44

La PA italiana necessita fortemente di R&S applicata ai quotidiani processi di erogazione dei servizi. Gli APPALTI PRE COMMERCIALI potrebbero esssere uno strumento utile alla PA (centrale e locale) per esprimere il fabbisogno di R&S agli Atenei ad alle Aziende ovvero utile all'attivazione di nuove linee di ricerca finalizzate al re-engineering dei processi oggi tanto criticati da cittadini ed imprese.

Antonio Latora