Quali sono i maggiori vincoli all'innovazione nelle imprese siciliane?

letto 1224 voltepubblicato il 12/09/2013 - 13:09 nel forum Forum generale, in Strategia Innovazione Sicilia

Ciao a tutti, mi sembrerebbe interessante aprire uno scambio di idee su quali sono i principali vincoli all'innovazione nelle imprese siciliane e soprattutto in quelle di piccole e medie dimensioni che rappresentato la fascia più nutrita del tessuto produttivo regionale.

Secondo voi quali sono gli strumenti migliori per stimolare un processo di innovazione - a tutti i livelli - nell'ambito del settore produttivo della Sicilia?

 

3 commenti

ciro spataro

ciro spataro13/09/2013 - 13:57 (aggiornato 13/09/2013 - 13:57)

qualcosa che le PMI siciliane potrebbero fare per innovarsi un po e rendersi più attraenti nel mercato (locale ed estero):

  • comunicare in maniera semplice e chiara i loro prodotti e servizi nei loro siti web
  • riunire la loro comunicazione (prodotti e servizi) in portali web tematici (agroalimentare, tessile, energie rinnovabili, turismo,....) così da essere dentro grandi portali hub gestiti da personale specializzato a questo che colleziona le info da tutte le PMI in maniera organizzata.
  • condividere strategie di marketing tra di loro sfruttando gli strumenti recenti dell'ICT (app, smartphone, tecniche di gamification) risultando così attraenti per i potenziali clienti locali nazionali e internazionali
  • fare open data delle loro informazioni, così da mettere a disposizione di sviluppatori il materiale necessario per creare numerose applicazioni utili sia alle PMI (immagine, utili) che ai clienti (in termini di servizi innovativi prima inesistenti). Tutte le PMI hanno informazioni e dati sulle attività che svolgono, ma spessissimo manca la condivisione delle stesse. Il rilascio di open data non è utile solo alla Pubblica Amministrazione per i servizi innovativi che può generare, anche le PMI potrebbero trarre enormi giovamenti commerciali dal rilascio di dati/informazioni settoriali.
  • organizzare eventi hackathon insieme a sviluppatori e dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni affinchè si possano incrementare i rapporti tra questi finalizzati all'elaborazione (tutti insieme) di servizi territoriali innovativi utili ai rispettivi target: penso ad es. alle compagnie di trasporto regionali, se rilasciassero i dati e le statistiche fini sulle utenze nelle varie tratte, nei vari giorni della settimana, si potrebbero tracciare profili di andamento della mobilità comune per comune e gli sviluppatori potrebbero creare (dall'utilizzo di questi dati rilasciati) applicazioni per creare nuovi servizi innovativi quali ad esempio bus su richiesta, ove siano giustificati i numeri, anzichè fare viaggiare bus vuoti per le strade della Sicilia (anchè perchè prima o poi finiranno gli aiuti pubblici regionali così come sono stati erogati finora, quindi è meglio pensare in anticipo all'innovazione per questi servizi prima che la crisi li colpisca in maniera totale). Altro esempio potrebbe essere costitutio dai produttori agricoli e allevatori che grazie all'uso dell'ICT potrebbero giovarsi di applicazioni in grado di monitorare e soddisfare la richiesta (nelle città) di specifici prodotti nelle diverse stagioni, ma anche in questo caso, come in tutti i casi,  la disponibilità di dati resi pubblici e disponibili (di chi produce, quanto produce, cosa produce, in che periodi li produce, ..... e di chi consuma) è fondamentale a chi deve creare le applicazioni di cui si devono servire produttori e consumatori per la veicolazione di servizi e prodotti.
  • nel caso dei GAS (gruppi acquisti solidali per prodotti alimentari locali di alta qualità) che non sono PMI, ma svolgono una funzione analoga, considerato il proliferare di queste nuove realtà negli ultimi anni nelle città, si potrebbe realizzare un hub con indirizzamento ai vari GAS così da creare una solida rete regionale in grado si soddisfare le decine di migliaia di ormai provenienti dalle più grandi aree urbane siciliane. Anche quì mappare i dati a livello georeferenziato di  tutta l'utenza (cittadino che compra periodicamente il prodotto tramite il GAS) e di tutti GAS sarebbe utile agli sviluppatori per costruire le piattaforme applicative. Un ottimizzazione della rete regionale di fornitori di prodotti (GAS) e utenti finali potrebbe contribuire a incrementare il consumo di prodotti locali di qualità portando così le aziende siciliane ad avere mercati floridi.
  • dotarsi di personale (anche uno) specializzato in comunicazione e servizi ICT (ormai è fondamentale). 
  • creare, per la PMI, un app del proprio servizio o prodotto erogato: essere nell'app store di Apple, nel playstore di Android, o in quello di Microsoft oggi significa avere visibilità nel mercato.

La costruenda strategia regionale dell'innovazione dovrebbe prendere in considerazioni questi punti elencati e fare in modo che le aziende e le imprese possano realizzare con facilità queste attività. In primis la strategia dovrebbe fare in modo che le PMI rilascino pubblicamente i loro dati.  Sia nella PA che nelle PMI il problema è lo stesso: i dati e le informazioni ci sono, ma non sono rilasciati pubblicamente per essere disponibili a quel target di esperti capace di generare migliaia di applicazioni. Ogni giorno, da un po di mesi,  mi capita di vedere sul bus, in una panchina, alla guida in auto, persone che stanno utilizzando un app su uno smartphone o tablet, ormai è una scena quotidiana, ma se cerco, ad es. Palermo nel Play Store di Android, trovo, solo qualche mappa offline, nient'altro di utile a PMI.

La strategia regionale dell'innovazione deve fare in modo che PA e PMI rilascino i propri dati perchè nè PA nè PMI in Sicilia hanno capito l'importanza del rilasciare gli open data per la creazione di servizi innovativi e geroreferenziati utili a tutti (cittadini, imprese, associazioni , enti pubblici, ...).

Oggi PA e PMI dovrebbero condividere quanto più strategie e politiche insieme, perchè le decisioni di una PA (ordinanze, delibere, ...) può contribuire a migliorare (o peggiorare) un mercato. Quindi dovrebebro stare più a contatto, confrontarsi su tavoli permanenti, possibilmente anche online per dare risalto ai risultati che si ottengono nel tempo. D'altrone nel processo di costruzione delle città intelligenti (le ormai famose smart cities) tutti sono protagonisti e a maggior ragione le PMI che costituiscono il tessuto produttivo e dei servizi nel mercato regionale.

Un input ---> organizzare eventi Jam per il co-design di servizi innovativi coinvolgendo PMI, PA, svilupparori, cittadini e associazioni,  (che oltre alla PA può giovare soprattutto alle PMI erogatrici di "servizi"). Jam, eventi temporali, nei quali si caricano proposte e progetti su server  web per condividerli con quanto più soggetti possibili, avviando anche sondaggi di esplorazione online per verificare l'accettabilità e quindi stimarne in anticipo il potenziale successo. Un input.

 

diana cortese

diana cortese10/12/2013 - 13:06 (aggiornato 10/12/2013 - 13:06)

Caro Ciro Spataro,

Mi sembrano spunti interessanti quelli che suggerisci, ma ritengo che sarebbe interessante sapere cosa pensano altre PMI su quanto hai proposto.

Open data, ICT, co-creazione e coprogettazione sono fondamentali per lo sviluppo delle piccole e medie imprese in Sicilia?

L'arretratezza in queste pratiche o la mancanza di strumenti in questo senso sono gli unici vincoli allo sviluppo delle PMI in Sicilia?

Rilancio la questione alla Community...

 

 

Cristiano Longo

Cristiano Longo10/12/2013 - 14:37 (aggiornato 10/12/2013 - 14:37)

La questione merita una riflessione approfondita. Per ora mi limito a segnalare un mezzo attraverso il quale i produttori di ben e servizi possono già oggi segnalare in maniera "open" i prodotti e i servizi che offrono, cosicchè questi dati divengano immediatamente disponibili nei motori di ricerca (anche quelli specializzati nell'e-commerce) su facebook e per chiunque sappia farne buon uso.

 

 

Mi riservo una risposta più articolata nei prossimi giorni.